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Unboxing del Chromebook 3G e dintorni

agosto 31, 2011

Questo è il post scritto da alcuni sviluppatori del gruppo DevTeam di Vivido e Informa24 sulle primissime impressioni con il Chromebook 3G.

Ieri, martedì 30 Agosto 2011, siamo entrati in possesso del Chromebook.
Queste righe sono state scritte a quattro mani utilizzando Google Docs dalle seguenti persone :
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Giacomo Baccianti
Fabio Ballerini
Riccardo Cappello
Giuseppe Longordo
Claudio Menzani
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Abbiamo creato il video dell’unboxing (lo trovate qui) utilizzando un iPhone 4 per la ripresa.
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Il Chromebook Serie 5 (3G) con Intel Atom N570  1,66 GHz, 2 Go RAM, 16 Go SSD 12,1″, Chrome OS è
stato ordinato l’8 luglio su Pixmania.com la consegna era prevista per  il 25 luglio, ma Pixmania quando
abbiamo chiesto spiegazioni è stata molto trasparente nel fornircele , dandoci anche la possibilità di
recedere dall’ordine.
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ll packaging si presenta molto semplice e vagamente Apple oriented.
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All’accensione è necessario avere a disposizione una connessione wi-fi o  una copertura 3G con la SIM dati
con 3Gb di traffico incluso (che deve essere attivata in un centro 3Italia) fornita da 3Italia, poiché si passa
immediatamente ad un aggiornamento del sistema (evidentemente quello pre-installato non è l’ultima versione)
e qui si parla di circa quindici-venti minuti di attesa.

Il resto qui.

Update: L’attivazione della SIM 3Italia è più complicata del previsto e ancora non siamo a niente.

Nei prossimi giorni effettueremo dei test, e sono quelli che ci interessano di più, collegando il Chromebook ad applicazioni client/server classiche , ( come ERP , MS Office , etc) via Citrix Receiver in modo da accedere da questo nuovo device alle applicazioni aziendali.

Non è un caso che alla presentazione di Chrome OS c’era anche Citrix.

 

Ho installato e provato Google Voice. Brevi considerazioni.

agosto 4, 2011

Stamani ho scoperto che per gli utenti Google Apps la nuova funzione Voice per le chiamte VoIP   ancora non è abilitata.

Allora ho acquistato € 10 (€ 12 con IVA) di credito dal mio account GMail ed è tutto ok.

Ho solo un unico problemino che avendo installato sul BlackBerry un’ applicazione per eliminare chiamate provenienti da certi numeri e Sconosciute e siccome le chiamate in arrivo da Google Voice appartengono a quest’ultima categoria non riesco a intercettarle e quindi a rispondere.

E’ probabile che sia un settaggio da sistemare, ma per il poco tempo che fino ad ora ho dedicato alla configurazione non ho trovato niente a riguardo.

 

Google Chrome OS e Citrix Receiver : una bella coppia

dicembre 20, 2010

Durante l’evento di presentazione a San Francisco, lo scorso 7 dicembre, del netbook Cr-48 con Chrome OS , Google ha invitato Citrix Systems nella persona  Gordon Payne – Senior Vice President- , ad illustrare Citrix Receiver e come le due tecnologie si integrino perfettamente in modo da soddisfare anche le esigenze dell’utenza business.

Cr-48 è un prototipo di netbook che Google rilascerà, al momento solo negli USA, per testare Chrome OS, superata questa fase di test è probabile che ne venga rilasciata una versione commerciale.

Google afferma che il motivo per il quale è stato pensato e creato Chrome OS è che “la maggior parte del codice, della complessità, della gestione, dei problemi di sicurezza di un computer sono da imputare al sistema operativo, non al browser, e quasi (forse tutti?) i sistemi operativi sono stati ideati prima dell’avvento del web! Invece Chrome OS è stato progettato e realizzato per il web”.

L’idea che sta alla base del Chrome OS in fondo è quella del Network Computer o NetPC della Sun Microsystems nato a partire dal 1996, ma allora erano ancora assenti alcuni elementi infrastrutturali chiave, come la banda larga, il cloud computing, ambienti e strumenti di programmazione tali da poter rendere un’applicazione veloce, usabile e quindi fornire una esperienza utente all’altezza delle sue aspettative.

Adesso quel gap tecnologico si sta rapidamente colmando (come sempre nel nostro paese siamo orribilmente indietro, infatti non rappresentiamo lo stato dell’arte ed è di quella della quale sto parlando, non delle miserie nostrane).

E’ ovvio che un sistema operativo come Chrome OS che ha ambizioni di sostituire nel breve periodo Windows nei  nostri desktop  deve poter fornire la possibilità agli utenti, soprattutto quelli business, di poter accedere alle proprie applicazioni aziendali senza problemi.

Da qui la realizzazione della versione per Chrome OS di Citrix Receiver lo strumento che permetterà la connessione dai netbook Chrome OS alle applicazioni della propria azienda, con tutte le garanzie di sicurezza , gestione “di chi deve vedere cosa, e con quali diritti accedervi” e quant’altro tipico di un ambiente enterprise.

Per un’azienda lo scenario ipotizzabile per il futuro, è quello dove le nuove applicazioni saranno sviluppate nativamente per il web (HTML5 , WebGL)  , ma altresì tutto l’immenso parco di applicazioni sviluppate negli anni per “i vari” sistemi Windows potranno continuare ad essere utilizzate senza difficoltà, e l’accesso avrà luogo dallo stesso sistema operativo – Chrome OS, comunque open source – e, nelle intezioni di Google, anche dalla stessa tipologia di hardware (i figli e nipoti del Cr-48).

Già questo mi sembra un ottimo risultato, ma agli occhi di molti questa soluzione di Citrix può apparire come di retroguardia, ovvero Citrix, con le dovute differenze ovviamente,  sembrerebbe fare quello che a partire dalla metà degli anni 90, con l’affermarsi degli ambienti di sviluppo GUI, i produttore di applicazioni (che allora si sovrapponevano anche con i produttori di hardware) per mini ,come AS400, crearono dei framework il cui unico scopo era rifare il look alle loro applicazioni a caratteri, sviluppando degli ambienti che “webbificavano” quelle interfacce ormai vecchie.

Per quanto riguarda Citrix Receiver non è assolutamente così,  non fosse per altro che lo sviluppo delle applicazioni in ambiente Windows è ben lontano dall’esaurirsi, anzi Citrix Receiver restituisce alla sterminata platea di sviluppatori ed utilizzatori di Windows application una rinnovata giovinezza.

Non ultimo è che Citrix Receiver è disponibile anche per tutti i dispositivi mobile iOS, Android , Symbian, BlackBerry, ma come direbbe Carlo Lucarelli, “questa è un’altra storia:-)

L’intervento di Gordon Payne – Citrix Systems, Senior Vice President – è dal minuto 21:30 al 30:00 (circa)

I like Google Friend Connect

dicembre 6, 2008

Ho appena finito configurare sul mio WordPress Blog (con l’aiuto di questo post) il primo widget (Wall) sviluppato dal progetto (perchè questo a me sembra al momento) Google Friend Connect.

A caldo l’idea di social network di Friend Connect mi piace, perchè permette di restare nel proprio mondo, sia esso sito web, blog, mush-up  senza necessariamente dover precipitare all’interno di un unico luogo (ogni riferimento a FaceBook è puramente casuale  :mrgreen: ).

In questo momento sto realizzando altre riflessioni riguardo alle potenzialità di questa piattaforma che a “occhio e cazzotto” mi sembrano molto interessanti.

Google Documenti: Lavorare condividendo i documenti

settembre 5, 2008

Da qualche mese ho iniziato il mio progetto personale “Tutto online” il cui obbiettivo finale sarà quello di avere tutti gli strumenti di lavoro di tipo documentale (e non solo) , il corrispondente di Microsoft Office tanto per i intendersi, ed i relativi documenti prodotti completamente online.

Per far questo ho iniziato ad utilizzare Google Documenti (il primo documento inserito risale al 15 ottobre 2006) ed in maniera più specifica il Foglio di Calcolo approfittando del fatto che dobbiamo impostare il budget previsionale 2009 ed un listino per un nuovo servizio che probabilmente rilasceremo agli inizi di ottobre.

Lavorando ho iniziato a comprendere pregi e difetti.

Iniziamo dai difetti, per me che sono cresciuto con i prodotti Microsoft, il Foglio di Calcolo di Google – al momento – è molto più basico e con una operatività diversa che probabilmente, per chi è abituato ad Excel,  avrà all’inizio la percezione di una produttività minore.

E qui terminano i difetti almeno quelli sperimentati fino a questo momento.

Mentre per quanto riguarda i pregi la cosa che mi ha fatto apprezzare in assoluto la modalità di lavoro con i documenti condivisi sta nella “sensazione” che condividendo un documento online questo  rimane costantemente in evidenza, in uno stato di “attenzione” sia da parte di chi lo ha creato sia per chi lo condivide.

E questa, che all’apparenza sembra una semplice sensazione, in realtà è l’elemento più importante, perchè mantiene il documento costantemente in evidenza a tutti gli interessati, a differenza dei documenti scambiati via e-mail o condivisi in una share di rete, i quali una volta depositati o inviati la sensazione che gli accompagna si può riassumere in questa frase “ho adempiuto al mio compito ed adesso il mio file è altrove”. 

E’ vero si che è possibile condividere documenti con i prodotti Microsoft mediante l’uso delle architetture SharePoint  (siano essere Services o Server) ma a parte il fatto che è necessario mettere in piedi un ambaradan incredibile fra server, installazioni, configurazioni, licenze , se avete mai fatto esperienza con quei prodotti vi sarete accorti della estrema pensantezza di quella soluzione  rispetto alla leggerezza di quella proposta da Google.

E’ altresì vero che la soluzione Microsoft è senz’altro molto più orientata alle aziende o comunque al business in generale, ma quello che vorrei sollevare con questo intervento è che non mi dispiacerebbe lavorare in un prossimo futuro in un ambiente di tipo enterprise ma con una operatività leggera come quella che ho descritto .

Ecco una foto di come si presenta il mio account di Google Documenti .

 

Il mio account Google Documenti

Il mio account Google Documenti

Uno sviluppatore vintage (io) alle prese con Google Mashup Editor

agosto 21, 2008

Da qualche giorno stò sperimentando l’ambiente di sviluppo Google Mashup Editor nato per creare applicazioni appunto di mashup cioè che utilizzano, ad esempio, informazioni presenti su applicazioni “terze” come Google Map incrociandole con altri dati che si possono trovare su Expedia o eBay,  arricchendo di significato la presentazione finale all’utente.

Premetto che sono fortemente arrugginito in fatto di programmazione, sono infatti anni che non scrivo codice che abbia un senso compiuto, ma l’approccio iniziale con l’ambiente GME è stato sicuramente positivo, l’ho trovato semplice molto ben documentato (nel senso di una documentazione sobria e moderna che fa uso anche di semplici screencast).

GME si interfaccia benissimo con tutto ciò che si rivolge al mondo Google come Maps, Base, Foto, Reader, è eccezionale nel manipolare feed Atom/RSS e naturalmente questo è anche il suo limite.

Infatti ho cercato di capire dalla documentazione come e se sia possibile connettersi con altrettanta facilità a sorgenti dati esterne di una certa rilevanza, un data base con milioni di righe per intenderci non il contenuto di un foglio excel, e qui ho scoperto i limiti soprattutto andando a cercare nel forum dedicato al GME che conta ad oggi 752 membri ma con una bassa attività e dove quindi le domande/risposte sono ancora un pò carenti in considerazione anche che il forum è nato nel maggio 2007.

Al momento le applicazioni prodotte sono visibili nella Mashup Gallery – molto basiche – sono allocate sui server di di BigG, anche se Google non esclude, una volta che il progetto dovesse diventare maturo, che il codice prodotto lo si possa installare sui propri web server.

Personalmente continuerò a seguire questo progetto perchè sono molto interessato alla produzione di applicazioni mashup e  una volta superati i problemi di integrazione con il resto del mondo ha sicuramente tutte le carte in regola per assolvere al compito che si propone.

Nuovi servizi di backup/storage online. Fidarsi o no?

agosto 16, 2008

La necessità di poter raggiungere i propri documenti – siano essi personali che professionali – da qualsiasi luogo esiste da molto tempo e per questo che sono state implementate le VPN (Virtual Private Network) che dopo un periodo di “rodaggio” sono arrivate adesso ad un livello di sicurezza ed affidabilità notevoli.

Ma le VPN, per i costi e la complessità tecnica, sono totalmente orientate alle aziende.

Con il crescere di una maggiore mobilità dovuta dalla diminuzione delle tariffe (sempre troppo poco) ed anche da dispositivi più compatti e funzionali – iPhone, EEE PC – stanno nascendo sempre più offerte per servizi di storage e/o backup di dati che si presentano (e sicuramente lo sono ) in modo assolutamente professionale come Memopal, Wuala ed altri ancora, orientati soprattutto – ma non solo – ad una utenza di tipo consumer .

Credo che questi servizi sono orientati sulla giusta strada e cioè quella per l’appunto di essere sempre meno legati ad un luogo fisico ed ad attività estremamente importanti, ma tediose, come i backup dei nostri documenti, però…. eh si c’è un però ho provato a registrarmi ad alcuni di questi servizi, che ripeto si presentano in modo assolutamente professionale – ma nel momento di decidere quali file trasferire in remoto sono stato assalito dalla vecchia, ma decisa, paura di dare in “mano ad altri” le miei preziosissime informazioni, tant’è che non c’è stato niente da fare, il trasferimento non è avvenuto, ed ho chiuso il collegamento rimandando il tutto ad un momento meno pavido.

Badate bene che per quanto riguarda le e-mail utilizzo tranquillamente GMail e questo starebbe a significare che se si tratta di utilizzare una Big* (che sia Google, Yahoo, eBay o Microsoft) lo faccio tranquillamente, quasi che il brand di per se significhi sicurezza, mentre quando si tratta di appoggiarsi ad una start-up per la stessa tipologia di servizio i dubbi crescono a tal punto da impedirmi di utilizzarlo.

Personalmente posso tranquillamente continuare ad utilizzare VPN e servizi di backup della mia azienda, ma faccio questa riflessione mettendomi nei panni di chi invece, studente o consulente che sia, si trovi davanti a questa necessità fondamentale nella gestione quotidiana del proprio patrimonio di informazioni.

Voi come vi comportate ?

La mezzanotte, Google Earth e i Chemical Brothers

agosto 6, 2008

Qualcuno direbbe “che ci azzecca” tutto questo.

Si tratta di una nuova iniziativa di Google che utilizzando il suo servizio Earth ed in collaborazione con la band rilassante The Chemical Brothers (che fra l’altro mi piace davvero) ha intrapreso una iniziativa dove chiunque può inviare scatti fotografici o brevi filmati (dai 2 ai 20 secondi) con il tema di celebrare la “follia che si scatena con lo scoccare della mezzanotte”.

Ora vedi te che proprio ieri mi è arrivata la mia nuova video camera Canon FS100 comprata dopo aver seguito un video-consiglio di Robin Good e non vorrete che mi lasci scappare questa occasione per misurare le mie capacità di videomaker.:razz:

Un futuro per Microsoft

luglio 14, 2008

Riporto integralmente un post scritto da Alessandro Bottoni da Punto Informatico che è la continuazione di quello scritto qualche giorno fa sempre su Punto Informatico da Luca Annunziata dal titolo Ballmer: se Microsoft cambia, cambiate tutti.

Un pò lungo ma – come si dice –  merita.

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Roma – Leggo su Punto Informatico che "Steve Ballmer, CEO di Microsoft, sceglie il 2008 e la conferenza mondiale dei partner Microsoft, in corso in Texas, per ribadire l’intenzione della sua azienda di farsi

I miei libri e le mie sottolineature

maggio 31, 2008

Da qualche tempo utilizzando Google Notes riporto le sottolineature che faccio con la matita mentre leggo i miei libri.
E’ un operazione che svolgo al termine della lettura e per un libro di circa 300 pagine non prende più 20 minuti ed è estremamente utile non solo per le citazioni, ma soprattutto perchè a distanza di tempo dando una scorsa veloce a questa lista si riproduce una rilettura rapida dell’intero libro.

Ho deciso di pubblicare queste note.


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