Posts contrassegnato dai tag ‘Social networking’

RT: Il Web come Social Network definitivo: spunti sul futuro tra microblogging e Web semantico

marzo 4, 2009

View more presentations from Matteo Brunati. (tags: w3c communote)
Interessante!!

anobii.com – La tua libreria on line

luglio 19, 2008

Sempre della serie rendiamo pubbliche passioni, attività, aspirazioni perchè non pubblicare on line il catalogo della propria libreria.

Naturalmente c’è già chi ha già pensato e l’ha pure pensato bene perchè anobii.com è veramente un portale meritevole di attenzione.

Dopo una rapida registrazione inizi ad inserire i libri che hai letto, stai leggendo, che hai abbandonato o che consulti periodicamente, lo puoi fare inserendo il titolo o (ed è molto più rapido) introducendo il codice ISBN (codice internazionale che identifica in modo univo ogni singola opera).
Il sistema recupera rapidamente il libro presentando la sua copertina e tu non fai altro che corredarlo di informazioni (facoltative) che riguardano quando e come (libreria tradizionale o online) lo hai acquistato, se lo hai letto e quanto ti è piaciuto.

La cosa più simpatica e che nel fare questa operazione ho ripreso in mano tanti libri (per il momento ne ho inseriti solo una cinquantina) e sfogliandoli mi sono riemerse alla memoria  chi me lo ha regalato o che cosa stavo facendo nel periodo che lo stavo leggendo.

Un piccolo e simpatico tuffo nel mio passato.

anobii La mia libreria on line

Naturalmente esistono già applicazione che ti permettono di gestire la tua libreria online anche da altri social network come l’omnipresente Facebook.

Me medesimo e Vivido su Facebook

luglio 19, 2008

Ecco il mio profilo su Facebook

e quello di Vivido

50 modi per utilizzare al meglio i Social Media

luglio 17, 2008

Post tratto dal blog di Chris Brogan , contente consigli più che utili sia per novellini che per frequentatori del mondo dei social network 50 Ways Marketers Can use Social Media to Improve Their Marketing

Linkedin: io non capisco la gente che …

luglio 9, 2008

(Parlo di Linkedin ma può valere per qualsiasi altro social network)

Io non capisco la gente (parafrasando il verso di una vecchia canzonetta) che ti invita o accetta un invito ad esempio su Linkedin, ma che non permette agli altri di poter accedere alle proprie Connection.

Mi sembra che dietro questo comportamento si celi la paura  che qualcuno possa mettere il naso nel “proprio” orticello.

A parte questo, che comunque dal punto di vista dell’etichetta web 2.0 mi sembra una scortesia bella e buona,  questi utenti o non hanno compreso a fondo che il web 2.0 si basa sulla condivisione e che l’impressione che offrono è che hanno qualcosa da nascondere o che il loro network è talmente prezioso da non poter essere condiviso con gli altri.

Ripeto è solo una questione di etichetta poi è chiaro che ognuno è libero di far quel che meglio crede del suo “patrimonio” di conoscenze.

Piattaforme per l'Enterprise 2.0

giugno 24, 2008

Tratto da questo post pubblicato sul The Social Enterprise – Enterprise 2.0 : Il web 2.0 dentro l’azienda.
E’ parte di un resoconto sul forum sull’Enterprise 2.0 che si è tenuto a Boston nei primi giorni di giugno.

[...]

Così come Google, Microsoft ha fatto una pessima figura durante l’intera conferenza (a parte il caso di Lockheed Martin, basato su Sharepoint, che tuttavia ha richiesto 40 persone e qualche milione di dollari per la customizzazione). Sharepoint si è confermata una piattaforma non pronta ed assolutamente non adatta all’Enterprise 2.0 se non in seguito ad un pesantissimo lavoro di adattamento. La sua roadmap è eccessivamente lenta in un mercato così rapido e reattivo. Nonostante questo è chiaro che la sua omnipresenza le garantirà un ruolo primario all’interno delle aziende.

Ibm ha continuato a mostrare Connections e Quickr e possiede al momento la migliore soluzione Enterprise 2.0 sul mercato. Non sono però convinto della poca linearità del processo di acquisto e deployment (è necessario portarsi a casa l’infrastruttura tipicamente utilizzata da IBM, il costo è veramente elevato, il wiki non è disponibile se non acquistando insieme Connections e Quickr).

La parte da leone all’interno di molti contesti la faranno probabilmente le offerte best-of-the-breed, prodotti che hanno anticipato e fatto il mercato (come Socialtext, Confluence, Connectbeam, Jive, Newsgator, etc) e che oggi si stanno integrando a Connections e Sharepoint per colmarne le lacune e trascinare l’innovazione. Di queste tecnologie parlerò nei prossimo mesi, annunciando alcune importanti novità sull’Italia.

Il sentiment di fondo è che l’Enterprise 2.0 è ancora nella sua infanzia. La sua carica innovativa e le differenze con il mondo tradizionale enterprise sono forti, ma le azienda fanno ancora fatica a coglierne sfide ed opportunità. Questo discorso vale ancora di più per l’Europa.

Il pubblico dell’Enterprise 2.0 Conference di Boston era quasi al 100% americano (pochi australiani, pochi europei, pochissimi asiatici), mentre è chiaro che questo mercato sta crescendo aggressivamente proprio in Europa ed Asia, all’interno di contesti culturali, linguistici, economici molto diversi da quelli statunitensi. E’ anche per questo che sono straconvinto della necessità di moltiplicare eventi come l’International Forum on Enterprise 2.0.

Sviluppo nuovo sito aziendale e blog

giugno 13, 2008

La versione sulla quale stiamo lavorando del nuovo sito di Vivido è la 6, e per la prima volta adottiamo due novità :

1) L’utilizzo di  Joomla  un content management system (anzi probabilmente il CMS per antonomasia), che ci permette di velocizzare enormemente la pubblicazione del sito rendendo dinamico e flessibile la gestione dei suoi contenuti.

2) L’introduzione (finalmente) a livello integrato con Joomla  di un blog WordPress per la gestione di tutte le comunicazioni ed informazioni riguardanti i nostri servizi, le news e gli eventi che organizziamo od ai quali partecipiamo.

Chiaramente questo è un piccola rivoluzione all’interno perchè a suo modo ogni persona in azienda (a livello volontario naturalmente) diventa editore dei sistemi.

Per concludere l’opera abbiamo inserito nel blog gli widget per connettersi a tutti i servizi di social networking per i quali Vivido ha un proprio account e fra questi Flickr, Delicous, Twitter e quando necessario YouTube, mentre nella pagina Chi Siamo la presentazione di ogni collaboratore sarà lasciata ad un link al profilo presente su LinkedIn

In conclusione alcune considerazioni sui contenuti veri e propri del nuovo sito, che a differenza dei precedenti dove davamo spazio a tutte le attività ed i prodotti di Vivido, dallo sviluppo software a progetto, a tutte le applicazioni sviluppate internamente ed in special modo a RoomShop, a Impresa24 il gestionale de Il Sole 24 ORE ed infine  alle tecnologie ed i servizi  di application delivery e virtualizzazione (server, applicazioni e storage) legati alle architetture ed i prodotti di Citrix, in questa ultima versione tutto il sito sarà centrato proprio su questi ultime due, mentre abbiamo deciso di eliminare riferimenti allo sviluppo software a progetto, Impresa24 perchè la concessione di rivendita è stata spostata sulla nuova società Informa24  costituita ad-hoc,  e per RoomShop   in considerazione del fatto che sta sempre più  assumendo una sua identità abbiamo un piano di sviluppare il suo sito proprio con strumenti CMS e blog.

Gestione dei progetti – we+ di Yooplus

febbraio 10, 2008

La gestione dei progetti – nel nostro caso (Vivido e Informa24) si tratta di sviluppo software – è un attività fondamentale per una corretta gestione delle risorse e quindi per rispettare la consegna dei progetti stessi.

Ormai sono un paio di anni che stiamo cercando la quadratura del cerchio per quanto riguarda una procedura completa, affidabile per il project management ma che nello stesso tempo non abbia bisogno di risorse hardware e software così pesanti – nonchè costose – da renderne impraticabile l’utilizzo (vedi la suite di sistemi proposta da BigM).

Gioco forza nasce la necessità di utilizzare prodotti e di conseguenza ambienti diversi dove registrare le varie fasi del processo di sviluppo dei progetti, quindi controllo del versioning dei sorgenti (Microsoft Team Foundation Server), Wiki per registrare il contenuto delle riunione e centralizzare la documentazione di progetto sia per quanto riguarda ciò che in produzione che in fase di sviluppo ed altro.

E dopo aver fatto vari cambiamenti per anni possiamo dire che è stato raggiunto un buon punto di equilibro fra tempo speso, risorse impegnate e risultati pratici legati alla fruibilità dei contenuti registrati.

Da qualche tempo abbiamo iniziato ad utilizzare we+ prodotto dall’italianissima Yooplus  – anche se è stato concepito per essere utilizzato anche fuori dai confini nazionali – e devo dire, anche se siamo ancora in fase di test, che si tratta di un ottimo ambiente, ben sviluppato e curato nei particolari soprattutto, e questo è l’elemento da sottolineare, semplice dal punto di vista dell’operatività generale ma che racchiude al suo interno in termini servizi tutto ciò che è necessario per la gestione professionale di progetti.

Google rilascia OpenSocial

novembre 14, 2007

Google lancia OpenSocial e apre agli sviluppatori di siti di social network.
Invece di puntare tutto sul proprio sito di social network Orkut ha preferito fornire un set di API (e non solo, per chi vuole anche spazio sui propri sistemi) che permettano la creazione di applicazioni mashup .

Hanno già aderito alcuni fra i più importante siti di socialnetworking come Engage.com, Friendster, hi5, Hyves, imeem, LinkedIn, MySpace, Ning, Oracle, orkut, Plaxo, Salesforce.com, Six Apart, Tianji, Viadeo, e XING. 

Anche noi nel nostro piccolo fin dal primo giorno abbiamo aderito con il nostro prodotto RoomShop .

Il caso Google vs. (?) MasterNewMedia (Robin Good)

agosto 20, 2007

In questi giorni ho seguito con estremo interesse la disavventura capitata a Robin Good, uno dei più popolari editori online indipendenti, che gestisce alcuni blog estremamente interessanti che trattano – ormai da alcuni anni  i- n modo estremamente professionale le più svariate tematiche legate alla blogsfera.

In questi anni di attività Robin Good è passato da gestire un one-man blog ad avere una microimpresa con circa 13 collaboratori, e come si può ben immaginare una struttura del genere comincia ad avere dei costi importanti.

La stragrande parte (se non la quasi totalità) del revenue si basa sugli introiti provenienti da Google AdSense il che vuol dire dagli utenti che cliccano sugli annunci pubblicitari presenti sui suoi blog e su quelli provenienti dalla rete di contenuti di Google.

Ebbene poco più di una settimana fa si accorge di avere un improvviso crollo di visite su MasterNewMedia.org il  blog principale.
Robin Good (alias Luigi Canali de Rossi) ed il suo staff si mettono immediatamente al lavoro per comprenderne le cause e per cercare di rientrare nella "normalità" il prima possibile, infatti ogni giorno in più in quella situazione rendeva la situazione drammatica, con la prospettiva di un drastico ridimensionamento se non chiusura dell’attività.

Bhe alla fine tutto si è concluso per il meglio anche se la drammaticità di quei momenti la si può leggere dai post :

Ed è importante sottolinerare le riflessioni che un evento così traumatico ha prodotto in  Robin ed il suo staff:

"Certo, devo fare anche della sana autocritica: Ho capito che devo assolutamente differenziare le nostre fonti di ricavo, così come rinforzare il mio supporto tecnico e l’attività di controllo della qualità, ma anche se facessi soltanto il 40 o 50% delle nostre revenue da Google (invece del 85%) avere un cliente in una posizione di quasi monopolio che può chiudermi la porta in faccia senza nessun avvertimento o spiegazione è qualcosa di infernale.

Non solo perché mette in pericolo nello spazio di alcune ore/giorni l’incredibile lavoro volontario che individui non pagati hanno fatto per molti anni della loro vita, ma anche perché rischia di uccidere gli outlet di produzione di contenuti d’alta qualità portati avanti con energia, che sono vitali per il successo di Google stesso e del suo modello di advertising."


Conclusioni

Google è parte importante della rivoluzione che sta avvenendo in Internet, ma in maniera più o meno inconsapevole sopratutto per alcune nuove professioni, si può rivelare anche la causa della loro morte.
Quindi darwinianamente, proprio partendo da casi come questi, assisteremo alla nascita di una nuova consapevolezza  che  necessariamente  attiverà  la creatività collettiva  su come creare  revenue dalle attività on line
bypassando la grande industria internettiana.
 


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.