cena a La Sosta del Gusto

Ieri sera con altri amici sono stato ospite  di Stefano Casadei, enologo nonchè uno dei più importanti produttori di vini di qualità in Italia.
Siamo entrati in una sua proprietà il Castello del Trebbio che sorge lungo la strada che porta a S.Brigida (da Firenze si devono seguire le indicazioni per Pontassieve prima e Molin del Piano poi fino a trovare le indicazioni per il castello) e dopo averci raccontato la storia del maniero ci ha guidato all’interno delle affascinanti cantine fra botti di varie dimensioni, orci e soprattutto una quantità incredibile di ottime bottiglie di vino sia di sua produzione che provenienti da ogni dove e dalle quali ha effettuato la scelta che ci avrebbe accompagnato nella nostra cena.

Una volta usciti dal castello non abbiamo dovuto far altro che attraversare la strada e pochi passi più avanti ci siamo seduti sulla terrazza de La Sosta del Gusto un ristorante la cui posizione sulla vallata circostante è invidiabile.

Da questo momento in poi è iniziata l’avventura enogastronomica senza scendere nei dettagli sulla composizione dei piatti anche perchè non gli renderei giustizia con una loro descrizione sommaria, abbiamo iniziato a degustare (in molti momenti circondato da tutto questo ben di Dio ho spesso sconfinato nel bere vero  e proprio della qualcosa i pigmei residenti nella mia testa si sono ricordati al mattino seguente) e soprattutto a godere di una serie infinita di informazioni riguardanti questo mondo meraviglioso ma al contempo estremamente complesso che circonda storia, produzione e degustazione del vino.

Abbiamo ascoltato con profonda curiosità tutto ciò che Stefano ci raccontava comprendendo quante sciocchezze si sentono in giro da chi millanta conoscenza enologiche (sarà capitato a chiunque di avere l’amico “esperto” che vi spezza le reni sulle qualità della “modesta” bottiglia che vi ha portato come presente alla cena che avete organizzato) e che ha fatto di una ottima cena una splendida ed interessante serata.

Altre cose son successe come una, per me originale prima volta, degustazione di oli e anche in quel caso l’ interesse si è brillantemente mescolato alla mia ignoranza su un prodotto che è tipico delle nostre zone che consumiamo spesso ma senza “capirlo”.

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