Metatrade4 entra nel mondo delle criptovalute 

AvaTrade  il broker irlandese ha annunciato che inserirà la possibilità di tradare Ripple, Dash e Ethereum.

Questa, fra le tante di questi giorni, è una notizia che sottolinea che le criptovalute, anche se ancora a moderata velocità, iniziano a conquistare lo scenario mainstream.

Ormai sono mesi che seguo, insieme ai miei due soci, il mondo delle cripto ed è dai primi momenti che ponevo la domanda (visto che sono un utilizzatore per il trading sul Forex) se qualche exchange utilizzasse Metatrader4. Non ho trovato nessuno che mi avesse risposto positivamente.
Da adesso sarà possibile.

Nel frattempo mi sono reso conto che l’operatività sulle criptovalute non richiede le funzionalità di una piattaforma come la Metatrader4, ma questo permetterà a molti trader che la utilizzano (e sono tantissimi) di cominciare a mettere il naso in questo nuovo mondo, riducendo, una parte, della complessità che ancora lo contraddistingue.

Si perchè non possiamo negare che la curva di apprendimento per diventare un minimo confidenti con le criptovalute è elevata, sopratutto per chi ha anche passione o esperienza finanziaria, ma poca dimestichezza con l’informatica in senso generale.

Quindi è da apprezzare questa scelta di un broker di livello internazionale di aggiungere alcune delle criptovalute più interessanti del momento, e sono convinto che sia solo l’inizio.

PS: Oggi sono stato all’ITForum 2017 di Rimini e ho avuto il piacere di conoscere e avere brevi ma interessanti conversazioni con :

Paolo Peisino di www.iltradingpertutti.it  @PaoloPeisino

peisino

Natale Ferrara di Digital Identity (a sinistra) @NataleFerrara

barrai_ferrara

I blog italiani che ho seguito con maggiore interesse nel 2015

Per il sesto anno pubblico la mia personalissima classifica dei blog che ho seguito con maggiore interesse.

L’ordine è quello dal quale l’ho copiati da  Feedly.

Lo Straniero
manteblog
Quinta ‘s weblog : Il Blog di Stefano Quintarelli
Vincos Blog
Andrea Beggi
Luca De Biase
Luca Mascaro dot info
Cocooa
Digital Marketing / Venturini
Frank Merenda
Michele Puccio’s Blog
[mini]marketing
Radiopassioni


L’importanza delle memorie traduttive nel processo di internazionalizzazione

Capita spesso che le aziende che vorrebbero internazionalizzarsi ed espandere le proprie attività “oltre confine”, tendano a vedere nella localizzazione del proprio sito Web – e delle attività ad esso collegate – un ostacolo pressoché insormontabile. E questo non tanto per le difficoltà insite nella gestione della traduzione dei contenuti e nell’investimento netto che questa richiede. Ciò che pare spaventare le aziende è, piuttosto, il costante lavoro di “manutenzione” che i contenuti localizzati richiedono nel tempo.

L’attività aziendale, per sua natura, è dinamica e soggetta a continui cambiamenti, che si riflettono inevitabilmente sugli strumenti con i quali l’imprenditore comunica e si interfaccia con la propria clientela. Tanto per esemplificare, il catalogo prodotti di un sito di e-commerce è destinato a cambiare nel tempo, man mano che nuovi prodotti entreranno a farne parte ed altri ne usciranno. Taluni articoli vedranno invece mutare le proprie caratteristiche, e, con esse, le proprie descrizioni.

 

Man mano che i contenuti originali variano, debbono essere ri-localizzati, dando così vita ad un processo manutentivo con il quale si mira garantire la completezza, la coerenza e l’uniformità dell’intero sito nel tempo. Non desta dunque particolare meraviglia che, di primo acchito, il compito possa apparire improbo e particolarmente costoso agli occhi delle aziende che stanno pensando ad un debutto internazionale sul web.

In realtà, esistono degli strumenti che, nelle mani di chi li sa usare, possono semplificare enormemente questo processo. Tra questi spiccano le cosiddette “memorie di traduzione” (o memorie traduttive), uno strumento alquanto caro ai traduttori professionisti, che lo utilizzano da tempo all’interno dei software di traduzione CAT (Computer Assisted Translation).

 

La memoria di traduzione è, di fatto, una raccolta dinamica di espressioni (come frasi e collocazioni) che si ripetono, identiche, più volte all’interno di un documento. Man mano che il traduttore localizza le diverse espressioni incontrate all’interno del testo, la memoria di traduzione le archivia in tempo reale, pronta a riutilizzarle automaticamente laddove esse riapparissero altrove all’interno del medesimo testo. In questo modo, il traduttore non solo può velocizzare il proprio lavoro, ma ha la sicurezza che ogni espressione risulterà tradotta in modo univoco e omogeneo, conferendo ai contenuti un tenore lessicale coerente e, di conseguenza, un registro professionale.

Una volta creata, la memoria di traduzione diventa parte del patrimonio aziendale: potrà infatti essere riutilizzata ogni qual volta si renda necessario procedere ad un aggiornamento della localizzazione, in conseguenza, magari, dell’introduzione di nuovi prodotti in catalogo.

È abbastanza evidente che le memorie di traduzione si prestano soprattutto alla localizzazione di contenuti standardizzati, tecnici e modulari, ovvero di quei contenuti particolarmente proni alla ripetizione di questa o quella espressione, privi di picchi creativi o “letterari”. È dunque quanto di meglio si possa chiedere per la traduzioni di manuali tecnici, contenuti descrittivi, schede prodotto di un e-commerce, siti istituzionali, siti vetrina, ovvero, per… “tutto quanto fa azienda”. Proprio questo approccio adottano grandi e-commerce internazionali come Zalando, MyTheresa e Yoox.

Ma la parte migliore deve ancora venire. Rivolgendosi ad un’agenzia specializzata di traduzione online che lavori professionalmente con le memorie di traduzione – come per esempio TextMaster, che è in grado di gestirle pressoché in ogni formato esistente – è possibile riuscire a spuntare tariffe delle traduzioni davvero interessanti.

 

Le agenzie, infatti, molto spesso trasferiscono al cliente i vantaggi economici derivanti dall’adozione delle memorie traduttive. Le ripetizioni delle espressioni che entrano a far parte della memoria di traduzione vengono sottratte dal conteggio totale delle parole per la cui localizzazione il cliente paga. Non si tratta di un dettaglio da poco: nel caso di traduzioni tecniche, descrittive o, più genericamente, modulari, l’effetto sul budget richiesto per il lavoro può essere drastico, al punto da rendere il servizio davvero alla portata di chiunque.

Peraltro, non bisogna dimenticare che, a lavoro ultimato, la memoria di traduzione resta comunque al cliente, che può continuare a disporne in proprio, anche ove volesse occuparsi autonomamente della localizzazione del proprio sito aziendale o intendesse affidarla ad un nuovo fornitore di servizi di traduzione.