Si può fare (crypto) arte in qualsiasi luogo e con successo

Agli inizi del primo decennio del 2000 Giancarlo Politi, fondatore e direttore della rivista e casa editrice di arte contemporanea Flash Art, alla quale sono stato abbonato per anni, nella rubrica delle risposte ai lettori, a chi gli chiedeva dove esporre la propria arte, come fare networking, non perdeva occasione di ribadire, sicuramente a ragion veduta, che era necessario “scappare” dall’Italia, consigliando quelle che ancora oggi sono le mete di incontro e diffusione dell’arte contemporanea come New York, Londra, Berlino e cosi via.

Poi nasce l’arte digitale, arriva la blockchain e con essa anche la possibilità mediante la tecnologia NFT (Non Fungible Token) di determinare in maniera inconfutabile la provenienza e di conseguenza la proprietà di un’opera d’arte.

Ed ecco che il paradigma si stravolge e con essa la possibilità di produrre arte, ma di anche costruire un tessuto di relazione da qualsiasi parte del globo si viva, ottenendo e mantenendo una perfetta visibilità e raggiungendo anche dei livelli di quotazioni importanti.

E’ quello che sta succedendo a molti artisti fra i quali anche italiani, come ad esempio gli Hackatao, che hanno fatto proprio il percorso inverso da quello consigliato poco più di un decennio fa, spostandosi dalla metropoli milanese da qualche parte sulle montagne Carniche/alto Friuli.

Tanto da essere inseriti in questo articolo fra i nove crypto artisti più innovativi del 2020.

Complimenti a loro e a tutti il settore della crypto arte il cui futuro è tutto da scrivere.

La psicologia del collezionismo di Crypto Art

liberamente tratto da un articolo su Messari.io di Mason Nystrom

artista Paolo Leone

Horizon Research analizza le carriere di successo di vari collezionisti e commercianti d’arte e identifica due temi principali indicizzazione e gestione statica del portafoglio – per il collezionismo d’arte di successo.

Tema 1: L’indicizzazione

Horizon Research racconta le proficue carriere di vari mercanti d’arte e collezionisti e individua un tema coerente: l’indicizzazione.

L’indicizzazione è la strategia di creazione di un ampio portafoglio di attività che offre una maggiore diversificazione, nonché costi e commissioni inferiori, rispetto alle strategie gestite attivamente.

Uno dei collezionisti d’arte più importanti del XX secolo, Daniel-Henry Kahnweiler ha stipulato un contratto con Picasso in cui ha accettato di acquistare dipinti, sculture, disegni e stampe a prezzi fissi per tre anni.

È interessante notare che Picasso aveva il diritto di tenere alcune delle opere per sé. Tuttavia, sebbene la vita di Picasso sia relativamente ben documentata, non ci sono prove che suggeriscano che abbia conservato i suoi dipinti più preziosi. Anche gli artisti stessi non sono sempre in grado di determinare quali pezzi matureranno il maggior valore.

L’arte è intrinsecamente soggettiva, non possiede flussi di cassa, né alcuna metrica ragionevole per la valutazione che rende l’indicizzazione una preziosa strategia di portafoglio.

Tema 2: Il potere dei portafogli statici e del tempo

Il secondo indicatore che Horizon Research ha scoperto tra i portafogli di successo è qualcosa a cui siamo tutti soggetti: il tempo.

L’arte è statica, non cambia. Azioni, obbligazioni o attività allo stesso modo liquide cambiano ogni giorno, vengono acquisite e, per un periodo di tempo sufficientemente lungo, falliscono e muoiono. Ma, finché un’opera d’arte non viene persa, continua a durare.

Il prezzo dell’opera d’arte cambia solo quando passa di mano, apprezzandosi o svalutandosi con il prezzo di acquisto più recente. I mercanti d’arte che alla fine si sono conclusi con vaste fortune hanno tenuto la maggior parte dei pezzi nella loro collezione per decenni, permettendo all’opera d’arte di apprezzarsi.

Corollari alla crittografia: combinazione di indicizzazione, pratica statica del portafoglio e abilità

L’arte crittografica ovviamente traccia parallelismi con il mondo dell’arte tradizionale. È impossibile sapere quale artista o quali beni alla fine apprezzeranno il loro valore e diventeranno degni di essere esposti in un museo d’arte tedesco.

È importante notare che nel 1907 c’erano solo una manciata di gallerie d’arte autosufficienti e molti artisti affamati. Uno dei primi entusiasti del movimento artistico cubista , Kahnweiler ha stretto accordi con vari artisti per acquistare tutti i loro lavori.
Kahnweiler ha agito come un venture capitalist per gli artisti, acquistando abbastanza opere d’arte da ogni artista per fornire loro sufficiente libertà finanziaria per concentrarsi sui loro sforzi creativi.

Col senno di poi, l’adozione precoce da parte di Kahnweiler del cubismo, considerato uno dei movimenti artistici più influenti del XX secolo, si è rivelata un’abilità preziosa. Oggi, la conoscenza intima delle criptovalute offre ai collezionisti un utile vantaggio rispetto ai mercanti d’arte tradizionali. Il cubismo del secolo scorso potrebbe essere l’arte crittografica di questo secolo. Mentre alcune tendenze come il “futurismo digitale” finiranno per diventare incredibilmente popolari, è probabilmente ancora meglio acquistare arte digitale da vari artisti in più stili.

Una strategia simile può probabilmente essere applicata a vaste categorie NFT come terreni non fungibili all’interno di Metaversi.

Una strategia di portafoglio a lungo termine composta da terra digitale da Decentraland, Somnium Space, Cryptovoxels e Sandbox è meglio che scommettere su un Metaverse che ha successo sugli altri.

In un certo senso, è simile alla strategia di investimento dello store of value (SoV) di Bitcoin: accumula e mantieni per decenni in previsione di un valore futuro più elevato.

Nel complesso, l’approccio pragmatico, se si sta pianificando di acquistare singoli pezzi di arte criptata, consiste nell’applicare una strategia di indice diversificata e praticare una gestione statica del portafoglio. In altre parole, acquista più pezzi di vari artisti, su diversi tipi di NFT e mantienili per decenni.

CryptoArt e NFT: Risorse varie

Seguo l’argomento CryptoArt e NFT Non-Fungible Token da un paio di anni.

E’ stato l’incontro fra una mia passione storica l’arte ed una più recente che risale al 2016 le cryptovalute e la blockchain.

Proprio seguendo lo sviluppo di un progetto per un nostro cliente nel 2019 che ho avuto a che fare con gli ERC-721 e a a comprenderne le potenzialità.

Per orientarmi in questo nuovo ed interessante mondo sto recuperando i luoghi (virtuali) di incontro e confronto delle variegate comunità di CryptoArtisti, Investitori e manager che gli girano attorno.

Su Twitter sto implementando questa lista https://twitter.com/i/lists/1311939740917215232 che raccoglie esponenti di questo metaverso.

Di seguito quello che ho raccolto fino ad ora in ordine molto sparso.

Ringrazio chiunque mi segnali altre risorse.

Telegram

https://t.me/criptoarte_italia

https://t.me/NFTMarketplace_Italia

Discord 

$WHALE: https://discord.gg/whale

Nuove regole $WHALE Hold-To-Play Roles di $WHALE Community

KOINSQUARE: https://discord.com/invite/kJKVgBu

nel canale #crypto-arte

Rassegna stampa e Magazine

https://cointelegraph.com/news/nft-representing-5-of-monaco-f1-delta-time-track-auctioned-for-220k

Artribune: https://www.artribune.com/static-index.html

Marketplace 

https://superrare.co/

https://knownorigin.io/

https://async.art/

https://app.rarible.com/

https://terravirtua.io/

https://niftygateway.com/

https://makersplace.com/

https://www.producthunt.com/alternatives/superrare

https://mybae.io/

Mondi Virtuali

https://somniumspace.com/

https://decentraland.org/

https://www.cryptovoxels.com/

https://www.sandbox.game/en/

Risorse

https://nonfungible.com/ 

How CryptoArt works. Technically.

https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/diritto/2017/08/marchi-celebri-arte-rapporto-burrascoso/

NEWS: Thomas Bertani parla di: Conferenza ETHDenver; DeFi; novità su Eidoo

Tratto dalla trasmissione Crypto Focus su Le Fonti TV del 18 febbraio 2020

con ospiti Federico Izzi e Thomas Bertani

Thomas Bertani ha fatto un resoconto della sua partecipazione all’evento ETHDenver.
Lo scorso anno l’hackaton di questa conferenza è stato vinto da POOL TOGETHER https://www.pooltogether.com/e quest’anno ha ottenuto molto interesse. Si tratta di una lotteria del tipo win-win dove l’importo della scommessa viene depositata in contratti DeFi, chi vince prende il guadagno derivante dagli interesse dei depositi e chi ha scommesso riprende la sua scommessa.

Flashloan è un metodo dove puoi prendere in prestito anche milioni di dollari senza mettere nessun importo come collaterale.
L’importante che tu restituisca la cifra presa in prestito all’interno di una transazione. E’ perfetta per fare arbitraggio.
Se non restituisco la transazione fallisce.
E’ esattamente il contrario di quello che succede nella finanza tradizionale.
E’ una funzionalità dalle enormi potenzialità tutte da scoprire.

Crosschain un altro argomento caldo di Denver.
pToken… permette ad asset presenti su varie blockchain di essere interoperabili fra loro, al momento ci sono circa 15-20 progetti concorrenti. (ndr: a dimostrazione che l’idea è buona)
Novità per quanto riguarda EIDOO:

  • L’integrazione con gli hardware wallet è prevista ma ci vorrà ancora un pò di tempo
  • Cash Out  è stato lanciato oggi.  Converte da FIAT a crypto (Cash In – converte  da crypto in FIAT). Supportano bonifico istantaneo e commissioni bassissime (fino a fine febbraio 2020 sono zero per il lancio)

Un caso d’uso può essere il seguente:  Si effettua bonifico istantaneo il cui importo viene depositato in una stable coin (ex. DAI che ha un interesse medio dell’8%) e fra un anno si procede a convertirli in euro portando a casa un guadagno.

Alla domanda “e le banche come reagiranno”, la risposta è stata secca e corretta a mio giudizio “come per il fintech , si adegueranno” 🙂

A breve EIDO rilascerà una carta di debito, che avrà delle caratteristiche di unicità. Prima di tutto sarà una carta DeFi, anche se collegata ai circuiti tradizionali MasterCard e VISA, ma anche appunto al mondo DeFi. Non sarà collegato ad un conto bancafio ma al proprio wallet dove l’utente – per alimentare la carta di debito – preautorizzare Eidoo a trasferire i fondi desiderati dal wallet alla carta stessa

Capitalismo o Anticapitalismo: solo calmandosi si può capire chi ha ragione

Nell’ Episodio 138 del podcast Il Truffone di Francesco Carbone è interessante la risposta di Bernardo Ferrero – il protagonista di questo episodio – alla contestazione che uno studente – dichiaratamente anticapitalista – ha fatto ad una presentazione di Simone da Re in una scuola pubblica su “Bitcoin sul terreno culturale da cui è nato”.

Alcuni passaggi letti da Francesco Carbone della contestazione:

“Provo profonda amarezza nel sentire ragionamenti di economia che portano il capitalismo all’estrema potenza fino all’anarchia, quel capitalismo che ha portato l’ingiustizia nel mondo, la sofferenza tra i poveri e l’ozio tra i ricchi. […]
Quel capitalismo che calpesta i diritti umani, quel capitalismo che anche nei paesi più ricchi distrugge le piccole realtà imprenditoriali che sono il fattore centrale di un tessuto economico di un luogo per accentrare e massimizzare i guadagni nelle mani di pochi. […]
Quel capitalismo che non ha etica, non ha morale , non ha buon senso se non quello dei soldi.”

Francesco Carbone invita l’ospite a dare un consiglio al suo quasi coetaneo. La risposta di Bernardo Ferrero è articolata e brillante, soprattutto nella parte finale dove dispensa un consiglio utile a tutti noi:

Leggendo quelle parole di questo giovane mi sono venuti in mente due libri essenziali, il primo è di Mises “La Mentalità Anticapitalistica” del 1956, attualissimo infatti lui spiegava come tra le masse si era diffuso un sentimento profondamente anticapitalistico dovuto in parte all’invidia e anche all’ignoranza del processo economico, ma soprattutto mi è venuto in mente un libro scritto ancor prima è “La Ribellione delle Masse” di José Ortega y Gasset scritto negli anni 20 del secolo scorso, dove egli cerca di descrivere l’uomo di massa di quel tempo che secondo me assomiglia moltissimo proprio a questo giovane che vive oggigiorno.

Ortega y Gasset diceva che sostanzialmente la ricchezza prodotta nel mondo nell’Ottocento aveva fatto sì che le persone nel Novecento nascessero in un mondo talmente perfetto e talmente produttivo e complesso, che non potendone capire profondamente i meccanismi avrebbero dato questo mondo per scontato, cioè l’avrebbero preso un pò come l’aria e in un punto descrive il seguente evento “Nelle sommosse che la carestia provoca le masse popolari cercano di procurarsi il pane, e il mezzo a cui ricorrono suole essere quello di distruggere i panifici“.
Bene, questo passaggio di Ortega y Gasset riflette molto in questa mentalità che tutt’ora è prevalente.

Cosa gli direi a questo studente? Innanzitutto che il capitalismo si basa essenzialmente sulla proprietà privata e la libertà di scambio.

Queste sono le due istituzione sostanzialmente capitalistiche, che poi danno luogo alla specializzazione, all’accumulo di capitale e via dicendo.
E nel capitalismo – questa è una domanda che si faceva anche Mises – chi è veramente sovrano? E’ il grande imprenditore? E’ il ricco? E’ il lavoratore? Chi è il vero Sovrano?
E Mises per dare risposta a questa domanda usava l’analogia del Timoniere e del Capitano.
Immaginiamo che il capitalismo sia una barca, ebbene il Timoniere chi é? E’ l’Imprenditore, che è colui che effettivamente attraverso il risparmio suo o di altri crea l’attività economica, vale a dire investe risorse le trasforma e produce un bene di consumo.
Però lui essenzialmente è solo un timoniere, perchè alla fine sarà il Consumatore, comprando o smettendo di comprare un prodotto, piuttosto che un altro a determinare il suo successo economico, vale a dire il consumatore è colui che in un certo senso guida l’imprenditore a produrre in maniera più efficiente e economica. Ma è essenziale capire che è il consumatore colui che è il Sovrano.
E chi è il Consumatore? Il consumatore siamo tutti noi, sono le masse.
Difatti Mises definiva il capitalismo come “la produzione di massa per la massa”.

Quindi pensare che siano i grandi imprenditori coloro che nel capitalismo governano o dominano è sbagliato. Ma non solo questo. Più si fa piccolo il mercato e più si fa grande lo stato, quindi più interventismo c’è, più i grandi imprenditori si avvantaggiano proprio a discapito dei piccoli imprenditori. Questa è una grande lezione che poi si può anche incontrare non solo nella Scuola Austriaca, ma anche nella scuola della Public Choice di Buchanan etc e l’idea è che i grandi imprenditori e le grandi imprese che hanno più posti di lavoro da far vedere, hanno chiaramente una capacità di negoziare con il burocrate di turno, molto maggiore rispetto ad un piccolo o minuscolo imprenditore, addirittura anche nei confronti di chi ancora non ha iniziato la propria impresa ma che vorrebbe entrare nel mercato, ed è chiaramente lui la persona che ci perde di più dal coinvolgimento dello stato nell’economia.

Quindi chi trae beneficio dal capitalismo? Sostanzialmente la grande massa, e come diceva Walter Williams “prima del capitalismo il modo con cui le persone accumulavano grandi ricchezze era il saccheggio o la spoliazione o la riduzione in schiavitù del prossimo, e il capitalismo invece ha reso possibile diventare ricchi non saccheggiando il prossimo, ma servendolo.”

Io gli consiglierei innanzitutto di calmarsi, intendo con questo di calmarsi dal punto di vista interiore quasi spirituale, perchè solo calmandosi uno riesce a studiare i veri processi economici, solo calmandosi uno può essere obbiettivo e razionale e non chiudere gli occhi davanti all’evidenza