Hard Fork: BitCoin e BitCoin Cash – tutto fermo

credit CoinTelegraph.com

Scenari nuovi come quello avvenuto ieri 1° agosto, dove alle 14:20 ore italiane è avvenuto un hard fork da parte di alcuni miners dalla blockchain di BitCoin “storico” (BTC) che ha generato, o meglio sta ancora generando in queste ore, la nuova blockchain BitCoin Cash (BCH)

Essendo per l’appunto uno scenario ex-novo, nei giorni precedenti tutti gli appassionati di questo mondo hanno fatto previsioni su quello che poteva succedere (in Italia uno dei principali punti di incontro è la chat Telegram – BitCoin Inside creata e ottimamente gestita da Paolo Rebuffo alias FunnyKing, un’autorità indiscussa in questo settore, chat che ad oggi conta circa 1.500 iscritti)

L’hard fork offre l’opportunità di vedere i propri BitCoin duplicati nella nuova blockchain, il che non è cosa di poco conto.

In ogni caso i possessori di BitCoin aveva due possibilità:

  • Mantenere i BTC sul proprio wallet
  • Depositarli su uno degli Exchange che aveva dichiarato che avrebbe gestito la duplica

Personalmente li ho lasciati sul mio hardware wallet Ledger Nano S e al momento vedo solo che apparsa l’icona di BCH con esattamente lo stesso numero di BTC.

Chi invece li ha trasferiti da wallet ad un exchange , una volta che è stata visualizzato fra l’elenco delle coin BCH si è visto riportato l’equivalente del numero di BTC depositati, con la possibilità di poterli (dopo qualche ora) tradare.

Ma al momento non è possibile spostare i BCH, ne da wallet ad exchange, ne wallet a wallet, ne da exchange a exchange, ed in ultimo da exchange a wallet.

Non scendo nei dettagli dei motivi per il quale siamo in questa situazione di blocco delle transazioni, anche perchè si entra nel campo delle ipotesi, ma allo stato dell’arte questa è la situazione.

Torno a monitorarla 🙂

La ICO di Status “intasa” la rete Ethereum

Status la ICO di ieri ha letteralmente affossato la blockchain di Ethereum, tant’è che dopo quasi un giorno risulta essere ancora rallentata.

L’immagine evidenzia il numero di transazioni per ora che hanno impegnato la blockchain durante le ultime ICO più importanti, sulla destra si nota il picco di Status.

Questo evento offre lo spunto per riflessioni di diversa natura. Mostra la sempre maggiore adozione e quindi interesse verso Ethereum ed suoi progetti, ma anche i limiti di Homestead la attuale versione di Ethereum che si dovrebbero, si dice, risolvere con la successiva.

Resilienza nel mondo delle criptovalute. Il caso del wallet hardware

Per chi è interessato al mondo delle criptovalute saprà senz’altro che l’utilizzo di wallet (portafoglio elettronico) è indispensabile per poterle sia spostare (ad esempio verso un exchange, per scambiare con altre valute, siano esse cripto o Fiat – monete con corso legale come euro, dollaro,etc.) che mantenerle nel tempo.

Uno dei principali problemi è che, almeno fino a qualche tempo (settimana)  fa, era consigliato o comunque si preferiva utilizzare quasi un wallet per ogni cripto. Con i comprensibili problemi di scomodità , come quello di dover memorizzare più chiavi private, diminuendo il livello di sicurezza.

Si comincia ad avere l’esigenza di un wallet unico almeno per le principali cripto come BitCoin, Ethereum, Litecoin, Zcash ( escludendo per il momento i token, per i quali si aprirebbe un capitolo a parte).

Poi la scorsa settimana in Jaxx, uno degli Wallet più promettenti in tal senso, viene scoperto un bug mediante il quale era possibile prelevare la chiave privata (certo è vero che ci dovevano essere certe precise condizioni perché il fattaccio andasse a buon fine, ma il tutto era sufficiente per rendere inaffidabile Jaxx).

Di fronte ad eventi discreti come questo la community ha immediatamente indirizzato l’attenzione su una scelta, che anche se esisteva da tempo, sull’utilizzo di un wallet hardware  come questo https://www.ledgerwallet.com/ .

Fino a qualche settimana fa per averlo ci volevano pochi giorni, se lo ordinate presso la consegna prevista é per fine agosto 2017.

DISCLAIMER: volevo scrivere un tweet, ma per approfondire un minimo l’argomento ho scelto un mini post come questo. Quindi non è per sua natura esaustivo dell’argomento ed è comprensibile solo per chi mastica la materia. Garantisco che si può far di meglio
😀

Metatrade4 entra nel mondo delle criptovalute 

AvaTrade  il broker irlandese ha annunciato che inserirà la possibilità di tradare Ripple, Dash e Ethereum.

Questa, fra le tante di questi giorni, è una notizia che sottolinea che le criptovalute, anche se ancora a moderata velocità, iniziano a conquistare lo scenario mainstream.

Ormai sono mesi che seguo, insieme ai miei due soci, il mondo delle cripto ed è dai primi momenti che ponevo la domanda (visto che sono un utilizzatore per il trading sul Forex) se qualche exchange utilizzasse Metatrader4. Non ho trovato nessuno che mi avesse risposto positivamente.
Da adesso sarà possibile.

Nel frattempo mi sono reso conto che l’operatività sulle criptovalute non richiede le funzionalità di una piattaforma come la Metatrader4, ma questo permetterà a molti trader che la utilizzano (e sono tantissimi) di cominciare a mettere il naso in questo nuovo mondo, riducendo, una parte, della complessità che ancora lo contraddistingue.

Si perchè non possiamo negare che la curva di apprendimento per diventare un minimo confidenti con le criptovalute è elevata, sopratutto per chi ha anche passione o esperienza finanziaria, ma poca dimestichezza con l’informatica in senso generale.

Quindi è da apprezzare questa scelta di un broker di livello internazionale di aggiungere alcune delle criptovalute più interessanti del momento, e sono convinto che sia solo l’inizio.

PS: Oggi sono stato all’ITForum 2017 di Rimini e ho avuto il piacere di conoscere e avere brevi ma interessanti conversazioni con :

Paolo Peisino di www.iltradingpertutti.it  @PaoloPeisino

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Natale Ferrara di Digital Identity (a sinistra) @NataleFerrara

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