Mercato #NFT : confronto intero 2020 con Q1 2021

Come sempre il lavoro di NonFungibleToken.com è una risorsa preziosa per tutti coloro che sono interessati al mondo degli NFT.

Settore che grazie alla nascita di nuovi progetti ed al passaggio alla maturità di quelli già esistenti, conferma la sua dinamicità, tanto da ridisegnare, nell’arco di pochi mesi, i posizionamenti dei vari Segmenti di mercato (Collectibles, Utility, Metaversi, Sport, Gaming, Arte) ovviamente in funzione dell’andamento dei Progetti che compongono ogni singolo Segmento.

E’ stato di recente rilasciato il NON-FUNGIBLE TOKENS QUARTERLY REPORT Q1 2021 leggendo il quale e confrontando alcuni dati con l’intero anno 2020, saltano immediatamente all’occhio degli elementi che se confermati nel successivo trimestre andrebbero a definire una tendenza per il 2021.

La prima evidenza riguarda come sono distribuiti i vari Segmenti di Mercato sulla base delle vendite in USD.

Nel 2020 sostanzialmente Metaversi, Gaming e Arte, con una percentuale fra il 23% ed il 25%, erano i segmenti prevalenti.

Ma nel primo trimestre di quest’anno il mercato si è completamente trasformato facendo prevalere i Collezionabili con il 48% del totale, seguito a ruota dal segmento Arte con il 43%.

Tutti gli altri proporzionalmente riducono la loro fetta in modo considerevole.

Q1 – 2021

D’altronde va comunque considerato che il volume in termini assoluti scambiati in questo primo trimestre è stato impressionante rispetto a tutto il 2020.

Di seguito la distribuzione dei vari progetti all’interno del proprio segmento, confrontando i volumi in dollari espressi nell’intero anno 2020 con quelli del Q1 2021.

Il segmento Arte è esemplificativo.
SuperRare , che mantiene saldamente il primo posto, nell’intero 2020 ha movimentato circa USD 6ML , mentre nei primi tre mesi di quest’anno il transato è stato di quasi USD 128ML. Una bella differenza!!!
Anche gli altri progetti del segmento Arte hanno performato bene.


Arte – Intero 2020

Arte – Q1 2021

Diamo un occhio ai Collectibles.
Come si può vedere e come è d’altronde noto c’è stata una ultra performance, dovuta al fenomeno Cryptopunks, che passa da USD 2,8ML nel 2020 ed oltre USD 448ML nei primi tre mesi del 2021.

Anche i “vecchi” Cryptokitties hanno fatto la loro parte.

Collectibles – Intero 2020


Collectibles – Q1 2021

Per ultimo uno sguardo ai Metaversi che nel 2020 promettevano bene.

Hanno aumentato i loro volumi anche se non ai livelli dei segmenti precedenti.

Decentraland che conserva il primato, passa da USD 5,3ML a USD 9,7ML, mentre The Sandbox conquista il secondo posto scalzando Somnium Space (2020 – USD 3,1ML, Q1 2021 – USD 3,6ML) passando da USD 2,8ML nel 2020 ai USD 6,3ML nel primo trimestre 2021.

MetaversiIntero 2020
Metaversi – Q1 2021

Conclusioni

Secondo NonFungibleToken.com le cause che hanno determinato questo nuovo scenario, sono difficile da determinare, anche se siamo tutti a conoscenza di alcuni eventi che hanno portato agli onori della cronaca il mondo NFT, e come spesso accade ogni Hype questo provoca un’esplosione improvvisa di interesse verso un determinato argomento, che nel tempo dovrebbe andare ridimensionarsi.

Ci sono anche altri fattori che potrebbe essere concausa come la fase di crescita dell’intero settore delle criptovalute, che continua da mesi ed anche il fatto che la DeFi ha generato nuove importanti disponibilità nei portafogli di chi ha saputo giocarsi al meglio questa tendenza degli scorsi due anni.

Di nuovo, non resta che attendere l’analisi del trimestre in corso per capire se le tendenze in atto saranno confermate o meno.

Un piccolo annuncio, è probabile che per la prossima analisi di mercato utilizzeremo un nostro framework proprietario.

Stay Tuned.

Artvatars: il progetto e breve intervista al fondatore

Artvatars è un nuovo progetto artistico collaborativo su Polygon (Matic) un second-layer della blockchain Ethereum. 
Decine di artisti hanno lavorato insieme su personaggi diversi e un’intelligenza artificiale mescola le creazioni dopo che queste sono state acquistate dai collezionisti. 

Il lancio del progetto è stato il 14 aprile e ne sono venuto a conoscenza casualmente su Criptoarte Italia ,ho notato del movimento su questo argomento, sono andato un attimo sul sito dove ho solo dato uno sguardo alla lista degli artisti https://artvatars.com/artists e fra questi ho notato che c’erano anche gli Hackatao.

Come ho avuto modo di dire anche in chat, ho abbandonato ogni forma di comportamento professionale che almeno avrebbe dovuto portarmi a leggere i fondamentali di un progetto e sono passato all’acquisto.

Tralascio i dettagli diciamo “tecnici” relativi alle modalità di acquisto che obbligano a qualche passaggio in più rispetto alle piattaforme standard per il fatto che si deve “transitare” da Polygon (Matic). In fondo niente di trascentale, due click in più e il gioco è fatto.

Appena entrato in possesso dell’NFT sono rimasto interdetto perché l’immagine che visualizzavo era questa:

Il tempo di tornare a casa dall’ufficio e non era cambiato niente.

Ci ha pensato Nadia degli Hackatao, che in chat mi ha chiesto se mi piaceva il mio Artavastar e gli ho risposto che era un bel grigione 😀 , a svelarmi che avrebbe preso forma e colore con il tempo.

Infatti il giorno dopo è nata questa splendida immagine:

Il risultato di questo progetto è una collezione di 20.000 Artvatar unici, composta da diversi elementi progettati da famosi creatori di arte digitale.

Dal punto di vista del prezzo questa tabella spiega in modo chiaro la ratio che è stata utilizzata.
Ad esempio il mio avendo il numero 5024 l’ho pagato 0.30 Ether.

Ogni Artvatar è composto da 12 componenti. Quando i collezionisti acquistano un Artvatar, questi algoritmi assegnano in modo casuale i diversi componenti. Di conseguenza, l’acquirente non sa che tipo di design riceverà. Gli occhi potrebbero essere disegnati da Hackatao i capelli di Francesco Mai e lo sfondo da Mark Constantine Inducil. 
In totale sessanta artisti hanno lavorato al progetto.

Dopo aver venduto tutti i 20.000 Artvatar, le opere d’arte saranno disponibili solo sul mercato secondario su OpenSea.

Volevo togliermi ancora delle piccole curiosità così ho contattato MantaXR colui che ha avuto l’dea di questo progetto e gli ho fatto quattro semplici domande alle quali lui ha gentilmente e prontamente risposto.

Da quanto tempo sei interessato alla blockchain in generale e d agli NFT in particolare?
Alla blockchain dal 2013, NFT dal 2018/2019

Come è nata l’idea del progetto Artvastar?
Sono collezionista di Cryptoart da alcuni anni e ho ottimi rapporti con molti artisti, ho avuto questa idea e ho contattato gli artisti e gli è piaciuto, ed è così che è nato il progetto.

Come sono stati selezionati gli artisti?
Della maggior parte degli artisti possiedo opere d’arte io stesso, quindi li ho contattati prima e poi ho cercato di vedere quali altri artisti potevano abbinarli dal loro stile.

Una previsione: Artvastar sarà il Cryptopunk del 2022?
Al momento stiamo ancora volando sotto il radar perché stiamo effettuando il lancio sul livello 2 ed è un po ‘più difficile per gli utenti non esperti acquistare artvatars, presto il marketplace Opensea avrà il supporto completo del livello 2 e quindi otterremo una portata significativa. Sono sicuro che questo progetto porterà molta gioia a molte persone.

Continuiamo a seguire questo interessante progetto e seguiamo il consiglio che è presente nelle FAQ del sito dove alla domanda se posso vendere il mio Artvatars la risposta è affermativa, ma il consiglio è di HODLare.

Ed io lo seguirò senza indugio

Artvatars: the project and a quick interview with the founder

Artvatars is a new collaborative art project on Polygon (Matic), a second-layer of the Ethereum blockchain.
Dozens of artists worked together on different characters, and an artificial intelligence mixes the creations together once they are bought by collectors.

The project launched on April 14th, and I came to know about it by chance on Criptoarte Italia. Since it looked like a hot topic, I headed over to the site, where I took a look at the list of artists https://artvatars.com/artists and noticed that Hackatao were among them.

As I also said via chat, I abandoned all forms of professional behavior, which, at the very least, should have led me to read the fundamentals of a project, and moved on to the purchase.

I’m leaving out the… let’s call them “technical” details relating to the purchase methods, which require a few more steps than standard platforms due to the “transit” from Polygon (Matic). Nothing extreme after all, two more clicks and that’s it.

As soon as I got hold of the NFT, I was left baffled because this was the image I had in front of me:

So I got home from the office, but nothing had changed.

Nadia from Hackatao, who asked me via chat if I liked my Artavastar and to whom I replied that it was a nice gray 😀, explained to me that it would take shape and color over time.

And just like that, the next day, this splendid image was born:

The result of this project is a collection of 20,000 unique Artvatars, made up of different elements designed by famous digital art creators.

From a price point of view, this table clearly explains the ratio that was employed.
For example, since mine has the number 5024, I paid 0.30 Ether for it.

Each Artvatar is made up of 12 components. When collectors purchase an Artvatar, these algorithms randomly assign the different components. As a result, the buyer does not know what kind of design they will receive. The eyes could be drawn by Hackatao, the hair by Francesco Mai and the background by Mark Constantine Inducil.
In total, sixty artists worked on the project.

Once all 20,000 Artvatars have been sold, the works of art will only be available on the secondary market on OpenSea.

But I still wanted to satisfy my curiosity, so I contacted MantaXR, the man behind the idea of this project, and asked him four simple questions, to which he kindly and promptly answered.

How long have you been interested in blockchain in general and NFT in particular?
Blockchain since 2013, NFTs since 2018/2019

How did the idea of the Artvastar project come about?
I am collector of Cryptoart since a few years and have very good relationships to a lot of artists and I got this idea and contacted the artists and and they liked it, which is how the project came about.

How were the artists selected?
From most of the artists I own artwork myself, so I contacted them first and then looked to see what other artists could match it from their style.

A prediction: Is Artvastar going to be the Cryptopunks of 2022?
We are currently still flying under the radar because we are launching on layer 2 and it is a bit more difficult for non-savvy users to buy artvatars, soon the marketplace Opensea will have full layer 2 support and then we will gain significant reach. I am sure that this project will bring a lot of joy to many people.

We will continue to follow this interesting project, and with it the advice in the FAQ section of the site, where to the question “Can I sell my Artvatar?”, the answer is affirmative, but the advice is to HODL.

And I will follow it without any hesitation

“Artvatars – #5024” New #NFT in Collection

Date: 14/04/2021

Marketplace: https://artvatars.com/

Artist: Created with the collaboration of over 60 of the world’s best CryptoArtists

Description: Artvatars represent a rare work of art. Artvatars are composed from the artwork of each artist, which is spliced into various components. The AI algorithm then randomly assigns the parts to generate the Artvatar and create a final unique NFT. Artvatars are here to bring the next generation of exclusive Digital Art Collectibles to you


#CryptoArt #Interview: Gruppo Telegram, artista Domenico Dell’Osso, cover album di Caparezza, 1° #NFT

Come faccio tutti i giorni scorro Criptoarte Italia il gruppo Telegram italiano di riferimento riguardo al tema CryptoArt e vedo questo post.

Mi soffermo e penso: Ma questa immagine l’ho già vista.

Non passa neanche un minuto che qualcuno lo fa notare.

Ed anche la conferma da parte dell’autore è pressoché immediata.

Domenico Dell’Osso è proprio l’artista che ha realizzato la cover di Museica sesto album di Caparezza.

Domenico Dell’Osso con Caparezza, al centro l’opera che è diventata la cover dell’album Museica

Incuriosito contatto Domenico in privato, lo scambio testuale dopo poco è diventata una telefonata che a sua volta si è trasformata in una videochiamata.

Come avviene in tempi normali (che non sono questi) come se fossimo davanti ad un caffè, ci siamo scambiati impressioni sulle rispettive esperienze lavorative, su come ognuno di noi ha vissuto questo anno di pandemia e alla fine Domenico mi ha fatto fare un video-giro del suo studio, mostrandomi alcuni lavori interessanti e descritto progetti che vedranno la luce appena possibile, progetti che mi hanno letteralmente entusiasmato.

Ho avuto immediatamente la conferma di trovarmi di fronte ad un artista maturo e con un vissuto di produzioni di assoluto livello, nonché ad una bella persona.

La sua “apparizione” nel gruppo Criptoarte Italia è stata motivata dal desiderio di pubblicare il suo primo NFT sulla piattaforma Foundation.

Fin dall’inizio ho manifestato il desiderio, se Domenico fosse stato d’accordo, di aggiudicarmi l’opera.

Ci risentiamo a fine pomeriggio per il drop su Foundation, ci scambiamo qualche ultimo suggerimento e alla fine l’opera è online.

Faccio la mia offerta nella speranza non si presentino offerte superiori, ma ero ragionevolmente sicuro in quanto Domenico per questo primo drop non avrebbe fatto (per farmi un piacere e ne approfitto per ringraziarlo) nessuna forma di comunicazione, cosa che ovviamente non si ripeterà in futuro, a dimostrazione che a volte un pò di audacia mista a fortuna non guasta.

Ed ecco l’opera che è entrata nella mia collezione. Il titolo è “The waste society” quindi La società dei rifiuti
Se si osservano nel dettaglio gli elementi (compreso l’omino che contraddistingue il lavoro di Domenico e che qui è raffigurato in varie versioni) che compongono l’insieme, si comprende in modo inequivocabile il significato dell’opera

“The waste society” – 1° NFT di Domenico Dell’Osso

Nei giorni successivi ho chiesto la cortesia a Domenico se poteva rispondere ad alcune domande ed ecco i suoi commenti.

MI descrivi brevemente il tuo percorso artistico

Ho iniziato a dipingere per cercare di dare espressione al mio essere più misterioso, quello che è difficile da spiegare e comprendere con il solo uso delle parole e dunque ho in un certo senso sfruttato la pittura per conoscere me stesso tirando fuori immagini che sono vere e proprie espressioni semplificate di teorie filosofiche incentrate sull’inconscio. 

Nel mio processo di creazione artistica rifiuto il classico approccio creativo che prevede l’esternazione delle conquiste individuali derivanti dalla formazione accademica. Piuttosto, adotto l’Arte come mezzo per conseguire una più profonda comprensione della realtà interiore; in questo senso le opere non sono il frutto dei miei pensieri, ma una lente rivolta a comprenderli.

Dal 1998 comincia a delinearsi una nuova fase artistica, in cui è sempre più presente, con una forma non ancora del tutto definita, quello che sarà il protagonista della mia Opera negli anni successivi: si tratta di un personaggio dal corpo umano il cui capo è rimpiazzato spesso da oggetti o teste di animali, che hanno la finalità di rappresentare i miei stati interiori.

Nel 2003 creo un’opera interattiva realizzata in digitale con un collage dei lavori più rappresentativi dell’ultimi cinque anni chiudendo così la fase artistica iniziata nel 1998

L’opera viene terminata durante il concorso nazionale Zuanazzi che mi vede vincitore del primo premio con la seguente motivazione di Philippe Daverio

Dell’Osso è un segnale del mondo di oggi e di un’età di oggi. L’abbiamo scelto per due motivi, il primo perché cercavamo un’opera che fosse praticamente legata alla linguistica di oggi, e nella sua Opera abbiamo trovato delle caratteristiche provenienti un pò dal mondo virtuale che andavano a congiungersi con il mondo dell’attualità dove la fotografia non era fotografia ma era un po’ pervertita da gesti di pittura nonché da interventi successivi, e il secondo motivo perché abbiamo visto che dietro c’era un Saraceno, dunque mettendo le due cose insieme non abbiamo potuto esitare ad assegnare il primo premio a Dell’Osso… 

Con il procedere della ricerca interiore il mio personaggio diventa a me stesso sempre più somigliante, quindi più realistico se pure con uno stile piuttosto fumettistico.

Il percorso di ricerca personale, mai interrotto, nel 2014 mi porta a maturare un cambiamento interiore che si concretizza in un’evoluzione del mio soggetto pittorico, determinando un passaggio fondamentale nella mia carriera in cui gli “omini” che pensavo fossero solo espressione del mio alter ego, diventano un personaggio che può identificarsi con ognuno di noi.


Come hai scoperto le criptovalute?

Nel 2014 vengo contattato da Caparezza per la realizzazione della copertina di Museica.

Successivamente insieme decidiamo di produrre anche delle stampe dall’opera originale a tiratura limitata.

È stata proprio in quella circostanza che ho avuto il primo approccio con le criptovalute grazie soprattutto ai fans più giovani di Caparezza che mi hanno proposto questa nuova tipologia di pagamento.

Cosa ti aspetti da questo nuovo mondo e come si incastra con il tuo modo di fare arte tradizionale?

Inizialmente sono stato assai scettico, ma la curiosità e l’insistenza delle nuove generazioni ad aprirmi anche all’alternativa più eterea degli NFT mi ha fatto avvicinare a questo mondo in cui diciamo mi sono trovato a mio agio in quanto mi ha in un certo senso catapultato nella dimensione delle stesse mie opere, in cui mi sono potuto immergere e muovere liberamente senza i limiti della pittura tradizionale svincolandomi ancor più dalle limitazioni del settore.

Fondamentale alla scelta di inserire le mie opere digitali in questo Mondo degli NFT è la personale soddisfazione di dare un valore a tutto il lavoro che precede la realizzazione materiale e tradizionale di alcune delle mie produzioni artistiche grazie al quale sfruttando le più moderne tecnologie ho la possibilità di creare su più piani tridimensionali, personalizzare e interfacciare fino ad ottenere il dinamismo che mi caratterizza artisticamente che sicuramente emerge nell’opera fisica finale ma solo parzialmente e dunque restando assolutamente trascurata dal settore tradizionale dell’Arte in quanto limitato alla considerazione della sola opera fruibile materialmente. 

Per una buona parte delle mie opere esiste un formato digitale 2D, un acrilico su tela e un’animazione 3D della stessa creati in risposta all’esigenza di un progetto di cartoni animati proposti alla Rai e che finalmente grazie alla nuova tecnologia saranno vendibili in NFT.

Grazie Domenico!!!

Crypto Art: analisi dei dati da un punto di vista “artistico”

Un argomento che mi interessa molto dello spazio NFT è analizzarne i dati per cercare di interpretarne le tendenze.

Una fonte senz’altro autorevole in questo campo è NonFungible.com con i suoi report e post periodici.

La lettura dei dati del team di NonFungible è orientata ad una interpretazione diciamo “tradizionale” come il numero di NFT emessi ed il loro prezzo medio di vendita suddivisi per segmenti (Collectibles, Metaverses, CryptoArt, Gaming, Utility, Sport) , all’interno di un determinato periodo di tempo e via così.

Informazioni assolutamente interessanti ed imprescindibili per analizzare qualsiasi tipologia di mercato.

Ma nel mondo della Crypto Art si sta affacciando un modo nuovo di leggere ed interpretare le informazioni.

Fra queste mi ha molto colpito questo studio pubblicato su Artnome il cui titolo tradotto in italiano è estremamente esemplificativo “Alla Ricerca Di Un’Estetica Della CriptoArte

Gli autori della ricerca sono; Alex Estorik editorialista di arte e tecnologia su Flash Art ; Kyle Waters ricercatore focalizzato sulla costruzione di modelli di machine learning per la predizione dei prezzi delle opere d’arte nelle aste e Chloe Diamond scrittrice e curatrice specializzata in blockchain dati e arte, che collabora anche con il MoCDA.

La particolarità del loro lavoro sta nel punto di vista estremamente originale che li ha guidati all’analisi dei dati, il cui risultato fa emergere informazioni orientate anche al lato estetico e non solo, una questione che secondo gli autori è stata finora trascurata nei commenti tradizionali sugli NFT.

Hanno analizzato un solo marketplace Superrare che è comunque autorevole e rappresentativo di questo mondo.

Sono emersi informazioni che ci indicano, ad esempio, che i temi futuristici, retrò e fantascientifici sono fra i più esplorati e ambiti dai collezionisti fino ad arrivare ad un inaspettata considerazione e cioè che La tavolozza media dei colori degli NFT tende verso il viola, rinforzando un’estetica radicata nella “technolstagia , un termine che sinceramente leggo per la prima volta.

Come gli artisti taggano le proprie opere

Un elemento chiave è stato quello di andare a leggere come gli artisti stessi “taggano” le proprie opere e sulla base di questo gli autori hanno tracciato la relazione fra i tag ed il prezzo al quale le opere sono state vendute.

Sono stati scelti 50 tag per numero di NFT prodotti ed il prezzo medio di vendita dei lavori con questi tag.

Primi 50 tag per numero di NFT: prezzo medio ($) rispetto alla% di tutti i SuperRare NFT con quel tag

Questo grafico, ad esempio, ci dice che “sci-fi” è il tag con il più alto prezzo medio di vendita (l’equivalente in ETH di circa USD 7.300) combinato con “space” (USD 5.730).

A mio parere sono informazioni utili per molti degli attori interessati a questo settore, ma in special modo per gli artisti.

Un’altra immagine che avvalora l’originalità di questo studio è questa:

La “media” degli NFT presenti su Superrare generata dalla fusione dei 22.018 lavori presi in considerazione in questo studio

Qui si analizzano i colori prevalenti nelle immagini di tutti il campione di NFT (22.018 lavori) preso in considerazione nello studio, fra le altre cose ci informa che il colore rosso vende ad un prezzo leggermente superiore, ma l’aspetto curioso è che si arriva ad una interpretazione proprio estetica sui lavori:

Five of the top 50 tags are concerned with color, though specific colors are limited to “red” and “black”, with red selling for slightly more. Seeking to probe the palette further, we mixed the colors of the entire SuperRare universe together to produce the above representation. Dominated by pastel hues of red, pink and purple, the outcome is straight from the Rothko school of data visualization. Suggestive of libidinal melancholy, the ultimate palette has an unmistakable allure of technostalgia that fits the defining themes of the market. Coupled with the popularity of “abstract”, “psychedelic” and “surrealism” – the movement that imagined a melting world – it is an irony of this attempt at an aesthetics that we have ended up with an iconography of Web3.

Di seguito alcune delle citazioni che ritengo vadano sottolineate:

Alcuni fra i tag più utilizzati sono “2d” , “3d” , “3danimation” , “3dillustration” , “3drender” che sono tipici o meglio nativi della crypto art.

Un campione delle 50 etichette più popolari supporta anche l’impressione di una rottura con la tradizione. 30 tag non hanno alcuna relazione con la terminologia tradizionale delle belle arti, sebbene cinque delle primi dieci ancora la mantengono.

Dal punto di vista del collezionista si evidenzia che :

Le opere con oltre 500 visualizzazioni sono dominate da tag relativi al nome dell’artista, il che implica che l’hype che circonda i singoli artisti, così come il loro tempo di presenza sulla piattaforma, è responsabile dell’aumento dei prezzi. Gli artisti più visti sono Hackatao, XCOPY, Pak, Coldie e Robbie Barrat, che insieme rappresentano 116.544 visualizzazioni totali o il 7,7% di tutte le visualizzazioni su SuperRare nonostante producano solo il 3,8% degli NFT di SuperRare.

L’ultima parte si concentra sulle novità che la cryptoart sta introducendo all’interno del mercato più complessivo dell’arte contemporanea fino ad arrivare a delle considerazioni abbastanza decise, alcune delle quali potrebbero innescare un dibattito altrettanto deciso:

L’arte contemporanea oggi è una funzione del capitalismo finanziarizzato come qualsiasi altro mercato. Ciò che la crypto art offre è una nozione di qualità potenzialmente più sicura dell’arte contemporanea perché è più coerente nei suoi media.

[…] la crypto art è il prodotto più rarefatto (o almeno il più recente) delle industrie culturali, rappresentato proprio dalla comunità di artisti multidisciplinari storicamente esclusi dal mondo dell’arte.

Poiché l’arte crittografica si incrocia sempre più con le strategie critiche dell’arte contemporanea, ha la possibilità di diventare un sito per la critica del cripto-colonialismo.

Conclusioni

Questo studio ci offre una panoramica originale fra aspetti apparentemente molto distanti fra loro, partendo da quelli economici, passando per i comportamenti di artisti e collezionisti, fino ad arrivare a considerazioni sull’estetica ed a critiche anche di segno radicale.

Questa è un’altra delle componenti di novità che sono rese possibili dal fatto di avere come fondamento tecnologico la blockchain, confermando che non sta solo cambiando il modo di lavorare e l’economia, ma anche il modo di pensare ed intendere un settore “storico” come l’arte.