“Artvatars – #5024” New #NFT in Collection

Date: 14/04/2021

Marketplace: https://artvatars.com/

Artist: Created with the collaboration of over 60 of the world’s best CryptoArtists

Description: Artvatars represent a rare work of art. Artvatars are composed from the artwork of each artist, which is spliced into various components. The AI algorithm then randomly assigns the parts to generate the Artvatar and create a final unique NFT. Artvatars are here to bring the next generation of exclusive Digital Art Collectibles to you


#CryptoArt #Interview: Gruppo Telegram, artista Domenico Dell’Osso, cover album di Caparezza, 1° #NFT

Come faccio tutti i giorni scorro Criptoarte Italia il gruppo Telegram italiano di riferimento riguardo al tema CryptoArt e vedo questo post.

Mi soffermo e penso: Ma questa immagine l’ho già vista.

Non passa neanche un minuto che qualcuno lo fa notare.

Ed anche la conferma da parte dell’autore è pressoché immediata.

Domenico Dell’Osso è proprio l’artista che ha realizzato la cover di Museica sesto album di Caparezza.

Domenico Dell’Osso con Caparezza, al centro l’opera che è diventata la cover dell’album Museica

Incuriosito contatto Domenico in privato, lo scambio testuale dopo poco è diventata una telefonata che a sua volta si è trasformata in una videochiamata.

Come avviene in tempi normali (che non sono questi) come se fossimo davanti ad un caffè, ci siamo scambiati impressioni sulle rispettive esperienze lavorative, su come ognuno di noi ha vissuto questo anno di pandemia e alla fine Domenico mi ha fatto fare un video-giro del suo studio, mostrandomi alcuni lavori interessanti e descritto progetti che vedranno la luce appena possibile, progetti che mi hanno letteralmente entusiasmato.

Ho avuto immediatamente la conferma di trovarmi di fronte ad un artista maturo e con un vissuto di produzioni di assoluto livello, nonché ad una bella persona.

La sua “apparizione” nel gruppo Criptoarte Italia è stata motivata dal desiderio di pubblicare il suo primo NFT sulla piattaforma Foundation.

Fin dall’inizio ho manifestato il desiderio, se Domenico fosse stato d’accordo, di aggiudicarmi l’opera.

Ci risentiamo a fine pomeriggio per il drop su Foundation, ci scambiamo qualche ultimo suggerimento e alla fine l’opera è online.

Faccio la mia offerta nella speranza non si presentino offerte superiori, ma ero ragionevolmente sicuro in quanto Domenico per questo primo drop non avrebbe fatto (per farmi un piacere e ne approfitto per ringraziarlo) nessuna forma di comunicazione, cosa che ovviamente non si ripeterà in futuro, a dimostrazione che a volte un pò di audacia mista a fortuna non guasta.

Ed ecco l’opera che è entrata nella mia collezione. Il titolo è “The waste society” quindi La società dei rifiuti
Se si osservano nel dettaglio gli elementi (compreso l’omino che contraddistingue il lavoro di Domenico e che qui è raffigurato in varie versioni) che compongono l’insieme, si comprende in modo inequivocabile il significato dell’opera

“The waste society” – 1° NFT di Domenico Dell’Osso

Nei giorni successivi ho chiesto la cortesia a Domenico se poteva rispondere ad alcune domande ed ecco i suoi commenti.

MI descrivi brevemente il tuo percorso artistico

Ho iniziato a dipingere per cercare di dare espressione al mio essere più misterioso, quello che è difficile da spiegare e comprendere con il solo uso delle parole e dunque ho in un certo senso sfruttato la pittura per conoscere me stesso tirando fuori immagini che sono vere e proprie espressioni semplificate di teorie filosofiche incentrate sull’inconscio. 

Nel mio processo di creazione artistica rifiuto il classico approccio creativo che prevede l’esternazione delle conquiste individuali derivanti dalla formazione accademica. Piuttosto, adotto l’Arte come mezzo per conseguire una più profonda comprensione della realtà interiore; in questo senso le opere non sono il frutto dei miei pensieri, ma una lente rivolta a comprenderli.

Dal 1998 comincia a delinearsi una nuova fase artistica, in cui è sempre più presente, con una forma non ancora del tutto definita, quello che sarà il protagonista della mia Opera negli anni successivi: si tratta di un personaggio dal corpo umano il cui capo è rimpiazzato spesso da oggetti o teste di animali, che hanno la finalità di rappresentare i miei stati interiori.

Nel 2003 creo un’opera interattiva realizzata in digitale con un collage dei lavori più rappresentativi dell’ultimi cinque anni chiudendo così la fase artistica iniziata nel 1998

L’opera viene terminata durante il concorso nazionale Zuanazzi che mi vede vincitore del primo premio con la seguente motivazione di Philippe Daverio

Dell’Osso è un segnale del mondo di oggi e di un’età di oggi. L’abbiamo scelto per due motivi, il primo perché cercavamo un’opera che fosse praticamente legata alla linguistica di oggi, e nella sua Opera abbiamo trovato delle caratteristiche provenienti un pò dal mondo virtuale che andavano a congiungersi con il mondo dell’attualità dove la fotografia non era fotografia ma era un po’ pervertita da gesti di pittura nonché da interventi successivi, e il secondo motivo perché abbiamo visto che dietro c’era un Saraceno, dunque mettendo le due cose insieme non abbiamo potuto esitare ad assegnare il primo premio a Dell’Osso… 

Con il procedere della ricerca interiore il mio personaggio diventa a me stesso sempre più somigliante, quindi più realistico se pure con uno stile piuttosto fumettistico.

Il percorso di ricerca personale, mai interrotto, nel 2014 mi porta a maturare un cambiamento interiore che si concretizza in un’evoluzione del mio soggetto pittorico, determinando un passaggio fondamentale nella mia carriera in cui gli “omini” che pensavo fossero solo espressione del mio alter ego, diventano un personaggio che può identificarsi con ognuno di noi.


Come hai scoperto le criptovalute?

Nel 2014 vengo contattato da Caparezza per la realizzazione della copertina di Museica.

Successivamente insieme decidiamo di produrre anche delle stampe dall’opera originale a tiratura limitata.

È stata proprio in quella circostanza che ho avuto il primo approccio con le criptovalute grazie soprattutto ai fans più giovani di Caparezza che mi hanno proposto questa nuova tipologia di pagamento.

Cosa ti aspetti da questo nuovo mondo e come si incastra con il tuo modo di fare arte tradizionale?

Inizialmente sono stato assai scettico, ma la curiosità e l’insistenza delle nuove generazioni ad aprirmi anche all’alternativa più eterea degli NFT mi ha fatto avvicinare a questo mondo in cui diciamo mi sono trovato a mio agio in quanto mi ha in un certo senso catapultato nella dimensione delle stesse mie opere, in cui mi sono potuto immergere e muovere liberamente senza i limiti della pittura tradizionale svincolandomi ancor più dalle limitazioni del settore.

Fondamentale alla scelta di inserire le mie opere digitali in questo Mondo degli NFT è la personale soddisfazione di dare un valore a tutto il lavoro che precede la realizzazione materiale e tradizionale di alcune delle mie produzioni artistiche grazie al quale sfruttando le più moderne tecnologie ho la possibilità di creare su più piani tridimensionali, personalizzare e interfacciare fino ad ottenere il dinamismo che mi caratterizza artisticamente che sicuramente emerge nell’opera fisica finale ma solo parzialmente e dunque restando assolutamente trascurata dal settore tradizionale dell’Arte in quanto limitato alla considerazione della sola opera fruibile materialmente. 

Per una buona parte delle mie opere esiste un formato digitale 2D, un acrilico su tela e un’animazione 3D della stessa creati in risposta all’esigenza di un progetto di cartoni animati proposti alla Rai e che finalmente grazie alla nuova tecnologia saranno vendibili in NFT.

Grazie Domenico!!!

Crypto Art: analisi dei dati da un punto di vista “artistico”

Un argomento che mi interessa molto dello spazio NFT è analizzarne i dati per cercare di interpretarne le tendenze.

Una fonte senz’altro autorevole in questo campo è NonFungible.com con i suoi report e post periodici.

La lettura dei dati del team di NonFungible è orientata ad una interpretazione diciamo “tradizionale” come il numero di NFT emessi ed il loro prezzo medio di vendita suddivisi per segmenti (Collectibles, Metaverses, CryptoArt, Gaming, Utility, Sport) , all’interno di un determinato periodo di tempo e via così.

Informazioni assolutamente interessanti ed imprescindibili per analizzare qualsiasi tipologia di mercato.

Ma nel mondo della Crypto Art si sta affacciando un modo nuovo di leggere ed interpretare le informazioni.

Fra queste mi ha molto colpito questo studio pubblicato su Artnome il cui titolo tradotto in italiano è estremamente esemplificativo “Alla Ricerca Di Un’Estetica Della CriptoArte

Gli autori della ricerca sono; Alex Estorik editorialista di arte e tecnologia su Flash Art ; Kyle Waters ricercatore focalizzato sulla costruzione di modelli di machine learning per la predizione dei prezzi delle opere d’arte nelle aste e Chloe Diamond scrittrice e curatrice specializzata in blockchain dati e arte, che collabora anche con il MoCDA.

La particolarità del loro lavoro sta nel punto di vista estremamente originale che li ha guidati all’analisi dei dati, il cui risultato fa emergere informazioni orientate anche al lato estetico e non solo, una questione che secondo gli autori è stata finora trascurata nei commenti tradizionali sugli NFT.

Hanno analizzato un solo marketplace Superrare che è comunque autorevole e rappresentativo di questo mondo.

Sono emersi informazioni che ci indicano, ad esempio, che i temi futuristici, retrò e fantascientifici sono fra i più esplorati e ambiti dai collezionisti fino ad arrivare ad un inaspettata considerazione e cioè che La tavolozza media dei colori degli NFT tende verso il viola, rinforzando un’estetica radicata nella “technolstagia , un termine che sinceramente leggo per la prima volta.

Come gli artisti taggano le proprie opere

Un elemento chiave è stato quello di andare a leggere come gli artisti stessi “taggano” le proprie opere e sulla base di questo gli autori hanno tracciato la relazione fra i tag ed il prezzo al quale le opere sono state vendute.

Sono stati scelti 50 tag per numero di NFT prodotti ed il prezzo medio di vendita dei lavori con questi tag.

Primi 50 tag per numero di NFT: prezzo medio ($) rispetto alla% di tutti i SuperRare NFT con quel tag

Questo grafico, ad esempio, ci dice che “sci-fi” è il tag con il più alto prezzo medio di vendita (l’equivalente in ETH di circa USD 7.300) combinato con “space” (USD 5.730).

A mio parere sono informazioni utili per molti degli attori interessati a questo settore, ma in special modo per gli artisti.

Un’altra immagine che avvalora l’originalità di questo studio è questa:

La “media” degli NFT presenti su Superrare generata dalla fusione dei 22.018 lavori presi in considerazione in questo studio

Qui si analizzano i colori prevalenti nelle immagini di tutti il campione di NFT (22.018 lavori) preso in considerazione nello studio, fra le altre cose ci informa che il colore rosso vende ad un prezzo leggermente superiore, ma l’aspetto curioso è che si arriva ad una interpretazione proprio estetica sui lavori:

Five of the top 50 tags are concerned with color, though specific colors are limited to “red” and “black”, with red selling for slightly more. Seeking to probe the palette further, we mixed the colors of the entire SuperRare universe together to produce the above representation. Dominated by pastel hues of red, pink and purple, the outcome is straight from the Rothko school of data visualization. Suggestive of libidinal melancholy, the ultimate palette has an unmistakable allure of technostalgia that fits the defining themes of the market. Coupled with the popularity of “abstract”, “psychedelic” and “surrealism” – the movement that imagined a melting world – it is an irony of this attempt at an aesthetics that we have ended up with an iconography of Web3.

Di seguito alcune delle citazioni che ritengo vadano sottolineate:

Alcuni fra i tag più utilizzati sono “2d” , “3d” , “3danimation” , “3dillustration” , “3drender” che sono tipici o meglio nativi della crypto art.

Un campione delle 50 etichette più popolari supporta anche l’impressione di una rottura con la tradizione. 30 tag non hanno alcuna relazione con la terminologia tradizionale delle belle arti, sebbene cinque delle primi dieci ancora la mantengono.

Dal punto di vista del collezionista si evidenzia che :

Le opere con oltre 500 visualizzazioni sono dominate da tag relativi al nome dell’artista, il che implica che l’hype che circonda i singoli artisti, così come il loro tempo di presenza sulla piattaforma, è responsabile dell’aumento dei prezzi. Gli artisti più visti sono Hackatao, XCOPY, Pak, Coldie e Robbie Barrat, che insieme rappresentano 116.544 visualizzazioni totali o il 7,7% di tutte le visualizzazioni su SuperRare nonostante producano solo il 3,8% degli NFT di SuperRare.

L’ultima parte si concentra sulle novità che la cryptoart sta introducendo all’interno del mercato più complessivo dell’arte contemporanea fino ad arrivare a delle considerazioni abbastanza decise, alcune delle quali potrebbero innescare un dibattito altrettanto deciso:

L’arte contemporanea oggi è una funzione del capitalismo finanziarizzato come qualsiasi altro mercato. Ciò che la crypto art offre è una nozione di qualità potenzialmente più sicura dell’arte contemporanea perché è più coerente nei suoi media.

[…] la crypto art è il prodotto più rarefatto (o almeno il più recente) delle industrie culturali, rappresentato proprio dalla comunità di artisti multidisciplinari storicamente esclusi dal mondo dell’arte.

Poiché l’arte crittografica si incrocia sempre più con le strategie critiche dell’arte contemporanea, ha la possibilità di diventare un sito per la critica del cripto-colonialismo.

Conclusioni

Questo studio ci offre una panoramica originale fra aspetti apparentemente molto distanti fra loro, partendo da quelli economici, passando per i comportamenti di artisti e collezionisti, fino ad arrivare a considerazioni sull’estetica ed a critiche anche di segno radicale.

Questa è un’altra delle componenti di novità che sono rese possibili dal fatto di avere come fondamento tecnologico la blockchain, confermando che non sta solo cambiando il modo di lavorare e l’economia, ma anche il modo di pensare ed intendere un settore “storico” come l’arte.

Effetto NFT: Della blockchain a breve non ne parleremo più (e questo è buono)

Non fraintendetemi. Anche io faccio parte di coloro che da anni si interessano di criptovalute, fra l’altro è anche parte delle mie attività come imprenditore, e sono affascinato dagli aspetti tecnici.

E’ ovvio che per far crescere un ecosistema come la blockchain, è fondamentale creare delle solide basi.

Ed è  altrettanto obbligatorio che molte persone continuino ad occuparsi degli aspetti tecnici.

Su queste fondamenta sono nati molti progetti, quasi tutti hanno avuto come focus la realizzazione di protocolli, strumenti o ambienti per favorire la custodia delle coin, il trading, prestare o prendere in prestito criptovalute e molto altro.
Ma tutto, più o meno, inerente agli aspetti prettamente speculativi (intendiamoci bene, il che è ottimo e necessario).
Un passaggio importante per lo sviluppo del cripto universo.

Visto che l’aspetto tecnologico prima, seguito poi da quello finanziario speculativo la facevano da padrone, la tipologia di persone che hanno popolato questo mondo fin dalle sue origini, con le loro indubbie qualità, avevano, od aspiravano ad avere, competenze in quegli ambiti (tecnico/finanziari).

Ma tutto questo sta cambiando e possiamo solo dire che era l’ora.

E questo grazie a qualcosa che esisteva già da anni e cioè gli NFT.

Non ho intenzione di descrivere gli NFT dal punto di vista tecnico, per quello il web è pieno, ma semplicemente affermare che la loro versatilità ha permesso, dopo qualche anno di sperimentazione da parte di un gruppo di pionieri con interessi e competenze diverse (chi ha realizzato lo standard, chi i primi wallet, i marketplace di varia natura e chi questi marketplace ha iniziato a popolarli e via così) di rompere quella barriera che fino a quel momento escludeva l’ingresso di tipologie di utenti non necessariamente con skill tecniche.

Fatevi un passaggio su qualche chat Telegram come Criptoarte Italia NFT o NFT MARKET Art Gaming  o su server Discord come NFT Italia o addirittura su piattaforme come The Nemesis dove si svolgono frequenti eventi virtuali o le effimere (solo perchè ancora non possono essere registrate), ma interessanti, room su Clubhouse.

E’ probabile che siano presenti appassionati di blockchain, ma le persone che negli ultimi mesi hanno fatto il loro ingresso – se ci limitiamo al mondo dell’arte – sono prevalentemente artisti, appassionati di arte, gamer o collezionisti.

E tutto questo sta cambiando il linguaggio e di conseguenza i contenuti, proponendo nuove idee alcune delle quali saranno i progetti del prossimo futuro.

Come al solito ci sarà sempre chi non comprenderà e farà le solite affermazioni.

E’ troppo rischioso. Non è stabile. Siamo in una bolla. E via così..

C’è della verità in queste affermazioni.
Non possiamo escludere che assisteremo ,quasi sicuramente, ad un rallentamento del mercato, a progetti che non decolleranno, ai soliti scam e come sempre tutto questo, farà soffrire qualcuno, ma rafforzerà l’intero ecosistema.

Insomma è quello che da anni ci aspettavamo.
Tutto questo ha come base la blockchain, ma questo Nuovo Mondo non lo sa. E non le deve nemmeno sapere.

E questo è l’obbiettivo che fin dall’inizio dovevamo raggiungere.

Iniziamo a giocare!

Tanto per ribadire che l’argomento mi interessa😀
Live su Koinsquare. Tiziano Tridico intervista Serena Tabacchi e Federico Clapis https://youtu.be/OdwyMx9_Rvs