Dante, Petrarca, Amazon e il brevetto sulla vendita di e-book “usati”

LaRepubblica.it pubblica questo articolo.

http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/04/02/news/ebook_usati-55770740/

Dove è presente questa frase addebitata a Scott Turow, presidente dell’associazione scrittori USA:

“Capisco che per i lettori sarebbe una bella sorpresa. Sino a quando però gli autori si stuferanno di lavorare quasi gratis e non ci saranno più libri da leggere”.

In effetti è una bella rivoluzione, mi immagino che un modo nuovo per gli scrittori per guadagnare potrebbe essere la capacità che di ingaggiare il maggior numero di interazioni social.

E poi mi domando (occhio è una domanda 🙂 ) ,  ma Dante e Petrarca quando scrivevano le loro opere si preoccupavano di diritti di autore e di audience?

Vince l' Open Source – No ai brevetti software

La notizia era di quelle molto attese da chi, come me, si occupa professionalmente di informatica.
Il fatto che il Parlamento Europeo abbia finalmente espresso la sua opinione con l’ennesima votazione – la terza credo – sulla non adozione all’interno della Comunità Europea dei
brevetti software.

Qui non si tratta della vittoria di Davide contro Golia, cioè delle comunità cyber-anarchiche contro le lobbies delle più o meno grandi multinazionali del software, o comunque non solo di questo, si tratta piuttosto di stabilire il principio della scelta  fra un modo , ed un  costo,  di utilizzare  o di sviluppare software con un’altro.
La stessa idea che era alla base dei referendum sulla procreazione assistita e cioè quello di offrire una scelta in più alle famiglie o ai malati i quali  in funzione delle proprie idee e credo potessero scegliere (poi sappiamo bene come è andata a finire).

Bene, secondo me, il fallimento della richiesta di imporre i brevetti sul software da parte delle grandi industrie offre, sia a noi produttori che ai consumatori, la possibilità di scegliere, che se mi ricordo bene dovrebbe essere una pietra miliare dei sistemi che si basano sulla democrazia.