La nostra società ha sviluppato dagli inizi del 2006 un servizio che si chiama RoomShop il quale permette alle strutture alberghiere di gestire in modo automatico la distribuzione delle tariffe e delle camere sui portali turistici (Expedia, Lastminute, Booking, Venere, etc.), in poche parole con poche operazioni ed un semplice click il personale dell’albergo aggiorna la propria offerta su 10, 15, 20 portali contemporaneamente senza avere la necessità di conoscere come questi funzionano “intimamente”.
Dopo questa panoramica pubblicitaria volevo mostrarvi un immagine di come dal mio account Twitter (in realtà utilizzando TwitterFox famoso addon per Firefox) monitorizzo gli alberghi che si connettono al servizio.
Un uso business di Twitter ? Non saprei, sicuramente un altro modo di usarlo.
In una immagine riguardante i dettagli del nuovo netbook Dell sul sito italiano riporta giustamente il peso in libbre visto che il nostro paese adotta notoriamente le unità di misura anglossassoni.
Da qualche mese ho iniziato il mio progetto personale “Tutto online” il cui obbiettivo finale sarà quello di avere tutti gli strumenti di lavoro di tipo documentale (e non solo) , il corrispondente di Microsoft Office tanto per i intendersi, ed i relativi documenti prodotti completamente online.
Per far questo ho iniziato ad utilizzare Google Documenti (il primo documento inserito risale al 15 ottobre 2006) ed in maniera più specifica il Foglio di Calcolo approfittando del fatto che dobbiamo impostare il budget previsionale 2009 ed un listino per un nuovo servizio che probabilmente rilasceremo agli inizi di ottobre.
Lavorando ho iniziato a comprendere pregi e difetti.
Iniziamo dai difetti, per me che sono cresciuto con i prodotti Microsoft, il Foglio di Calcolo di Google – al momento – è molto più basico e con una operatività diversa che probabilmente, per chi è abituato ad Excel, avrà all’inizio la percezione di una produttività minore.
E qui terminano i difetti almeno quelli sperimentati fino a questo momento.
Mentre per quanto riguarda i pregi la cosa che mi ha fatto apprezzare in assoluto la modalità di lavoro con i documenti condivisi sta nella “sensazione” che condividendo un documento online questo rimane costantemente in evidenza, in uno stato di “attenzione” sia da parte di chi lo ha creato sia per chi lo condivide.
E questa, che all’apparenza sembra una semplice sensazione, in realtà è l’elemento più importante, perchè mantiene il documento costantemente in evidenza a tutti gli interessati, a differenza dei documenti scambiati via e-mail o condivisi in una share di rete, i quali una volta depositati o inviati la sensazione che gli accompagna si può riassumere in questa frase “ho adempiuto al mio compito ed adesso il mio file è altrove”.
E’ vero si che è possibile condividere documenti con i prodotti Microsoft mediante l’uso delle architetture SharePoint (siano essere Services o Server) ma a parte il fatto che è necessario mettere in piedi un ambaradan incredibile fra server, installazioni, configurazioni, licenze , se avete mai fatto esperienza con quei prodotti vi sarete accorti della estrema pensantezza di quella soluzione rispetto alla leggerezza di quella proposta da Google.
E’ altresì vero che la soluzione Microsoft è senz’altro molto più orientata alle aziende o comunque al business in generale, ma quello che vorrei sollevare con questo intervento è che non mi dispiacerebbe lavorare in un prossimo futuro in un ambiente di tipo enterprise ma con una operatività leggera come quella che ho descritto .
Ecco una foto di come si presenta il mio account di Google Documenti .
Quando mi interessa qualcosa che sia un argomento, un prodotto od un servizio, utilizzo il motore di ricerca di Twitter per monitorare via RSS Feed il “rumore” che quelle parole generano nella timeline.
Nelle ultime settimane, fra i tanti argomenti, mi sto interessando al wiki professionale Socialtext e quindi l’ho subito messo sotto osservazione e, come sta succedendo sempre più spesso, anche le aziende controllano la timeline per carpire – da un canale come Twitter – tutto ciò che li può in qualche modo riguardare.
E da qui nasce anche una nuova forma di Help Desk come quella che riporto nelle due twitterate che seguono.
Abbiamo realizzato questo video che sarà pubblicato sul blog di Vivido – con relativo post – che mostra le straordinarie performance che si possono raggiungere con un netbook come l’EEE PC nella sua versione base utilizzando la tecnologia VDI (Virtual Desktop Infrastructure) .
In pratica con un device molto leggero (in tutti i sensi) è possibile connettersi via Citrix XenDesktop e quindi utilizzando il protocollo ICA ad applicazioni che girano in remoto e che non avrebbero assolutamente possibilità di girare con le scarse risorse di un netbook.