Better Software 2010: i talk che ho seguito con maggiore interesse #bsw2010

Ero fra il pubblico anche alla prima edizione dello scorso anno.

Nel 2010, oltre al sensibile incremento di pubblico, l’intera organizzazione dell’evento è senz’altro migliorata , wifi stabile, coffee break e lunch di qualità e abbondanti (si parla sempre di un evento ovviamente).

Ho assistito a tutti i talk che si sono tenuti nell’Auditorium e li ho trovati tutti di buon livello.

Ecco quelli che mi hanno maggiormente interessato :

Stefano Sanna @gerdavax (Application Store, potenzialità e trappole) , uno sviluppatore, che ha parlato della sua esperienza e conseguenti riflessioni sull’utilizzo degli application store, presentando un’analisi dettagliata per singolo Application Store (Apple Store, Android Market, App World) delle possibilità che ognuno di questi offre e dei conseguenti limiti per gli sviluppatori di applicazioni.

Paolo Ciuccarelli (Oltre il cruscotto: (ri)costruire la visione d’insieme per decidere meglio) : ha parlato di Big Picture ossia della visione di insime di un fenomeno, di  Riduzione della Complessità e che di consegeunza lavorare con la complessità necessita di dotarsi di nuovi strumenti. Ho trovato molto interessante il fatto che ci siamo abituati a “guardare” senza capirle, molte delle rappresentazioni grafiche delle informazioni, una fra tutte il famoso cruscotto che troviamo spesso nei report prodotti dalla business intelligence, che in alcuni contesti ha senza dubbio senso, ma molto spesso viene inserito solo perchè di “moda”.  Altresì formidabile la rappresentazione delle informazioni utilizzando il Diagramma di Sankey (del quale, da buon autodidatta quale sono, ignoravo totalmente l’esistenza).

Leandro Agrò @leeander (Una storia di SW dai protocolli alla startup): questo talk ha trattato uno degli argomenti che maggiormente mi interessa da anni , da quando ho letto la Forma del Futuro di Bruce Sterling, l’Internet delle Cose. Ed è da molto tempo che seguo con altrettanto interesse le vicende di Widetag la società della quale Agrò è co-fondatore. L’Internet delle Cose, chiamata anche Terza Onda, l’onda che l’impresa italiana non può permettersi di perdere. Siamo riusciti a cavalcare il web 1.0 quello degli ISP (vedi Tiscali, Data), mentre nel 2.0 ci siamo configurati come dei semplici  followers in tutti i sensi. La Terza Onda è quella che offre la possibilità di connettere fra loro qualsiasi oggetto, anche quello in apparenza più stupido, è per il nostro paese, dove le attività legate al design sono universalmente riconosciute, una opportunità irripetibile.

Ludovico Magnocavallo @ludo (Come innervosire i blogger e vivere felici) : è stata la narrazione di una storia, tipicamente italiana,  nata dall’idea di una persona, perseguita con passione e sacrificio, che ha attirato l’interesse immediato della bloggosfera italiana e con essa anche tutte le polemiche sull’uso più o meno corretto se non addirittura strumentale (a detta dei polemici) degli algoritmi di Blogbabel, che ha portato Magnocavallo a chiudere il sito , per riaprirlo qualche mese dopo per poi metterlo in vendita , anche  su ebay. Tutta la storia è ampiamente descritta e documentata in rete.

Giacomo ‘Peldi’ Guillizzoni @balsamiq (Alcune lezioni che ho imparato negli ultimi due anni) : Guillizzoni è il fondatore di Balsamiq la società che produce Mockups (un tool che usiamo anche noi in Vivido) . E’ stato senz’altro il talk che ha registrato la maggiore presenza di pubblico. Una storia raccontata da “Peldi” (il soprannome di Guillizzoni) in modo divertente e che ha voluto lanciare un chiaro messaggio di ottimismo, della serie che con passione, competenza e un pò di c..o  ;-) è possibile farcela anche in Italia.

Luca Mascaro @LucaMascaro (UX design agile) : fondatore di Skecthin uno studio di design di Lugano che si occupa di progettazione centrata sull’utente, ha descritto l’esperienza nell’utilizzo delle metodologie Agili per la gestione di progetti che hanno come obbiettivo non solo la realizzazione di interfaccie utente ma più compiutamente quello di offrire all’utente la migliore esperienza possibile nell’utilizzo dell’applicazione. Un percorso di sperimentazione molto interessante.

Antonio Volpon @AntonioVolpon (Recruitment 2.0) : di Volpon ho avuto modo di apprezzare l’interessante e ben fatta presentazione dello scorso anno sul project management. Anche questa volta si è cimentato su un argomento altrettanto  interessante come quello dell’utilizzo dei social network per promuovere se stessi e/o la propria azienda in modo da offrire al mercato del recruitment,  informazioni interessanti per la valutazione dei candidati.  Mi ha fatto piacere constatare che, più in generale, il percorso nell’utilizzo singolo e combinato dei social network è esattamente quello che ho seguito anche io.

Roberto Venturini @robven (La comunicazione non è più quella di una volta) : da quel consumato comunicatore che è, ha proposto una carrellata brillante e divertente sul mondo della comunicazione e su come questa è cambiata nel tempo e come ha modificato i nostri atteggiamenti mentali. Bravo!!!

Luca Bertini scrive "FACCIAMO RIAPRIRE RIME RAMPANTI!!"

Luca Bertini, amico di vecchia data e animatore delle serate fiorentine fin dagli inizi degli anni 80, ha creato da tempo su Facebook un gruppo per favorire la riapertura di una delle sue ultime creature “Le Rime Rampanti” che hanno animato Firenze per tanti anni, gruppo che sta diventando anche luogo di confronto sulla situazione delle Culture in questa città.

Mi piace amplificare il suo pensiero, poi chi fosse interessato può linkarlo su FB :

Oggetto: barcamp/palazzo vecchio

mi scuso prima di tutto per il lungo silenzio…

Sono stato preso purtroppo da da un turbinio di impegni lavorativi e da un problema con provider per la connessione Internet che non mi ha permesso di colegarmi per diverso tempo.

Come tutti già sapete, anche per questa estate Rime Rampanti resterà chiusa.

Questo è ovviamente anche dovuto al recente rinnovo dell’Amministrazione comunale.

Sono nuerosi però i segnali da parte della nuova Amministrazione che fanno ben sperare per la prossima estate.

Il nuoco Assessore alla Cultura ha convocato per domani un barcamp in Palazzo Vecchio al quale parteciperò. Siete invitati tutti ad aggragarvi seguendolo anche in rete sia qui sullo specifico gruppo

(http://www.facebook.com/s.php?q=da+empoli&init=q&sid=8ff21767b03d84c242543efb44a73c51#/event.php?eid=95771908786&ref=ts) sia sulla pagina del barcamp che trovate in rete a http://www.facebook.com/l/;http://barcamp.org/palazzovecchio.

Vi copio qui l’intervento che ho pubblicato per ora e che prelude ad un mio specifico intervento:

Da anni Firenze vive una cronica mancanza di spazi per la cultura. Nonostante ciò che alcuni sembrano pensare, i giovani a Firenze ci sono e sono pure tanti! Oltretutto, considerando la nostra storia e la nostra immagine nel mondo, molti di questi si dedicano anche con successo all’arte. Abbiamo infatti tantissime scuole di musica, di danza, di pittura, di restauro, di teatro, di scultura ecc. Una concentrazione rispetto al numero dei residenti veramente esorbitante! A queste si aggiungono ovviamente gli studenti dell’Accademia, dell’ISIA, del Polimoda, dell’Università in generale, ecc. Mettiamoci anche tutti i gruppi che fanno teatro e musica anche in casa propria e scusatemi per tutti quelli che ovviamente avrò dimenticato. Vogliamo deciderci prima di tutto a censire queste realtà? Diversi anni fa era stato creato dal Comune l’Archivio dei Giovani Artisti che, dopo qualche anno di attività, è stato messo nel dimenticatoio. Il problema forse è stato che subito dopo avremmo dovuto trovare un modo per incentivarne la conoscenza, per dare a loro modo di entrare in contatto, per dare appunto degli spazi dove potersi esibire o esporre le proprie opere. I soldi sono pochi, si sa… ma perché per esempio non iniziamo a riguardare i regolamenti e le norme che regolano l’esibizione di artisti nei pubblici esercizi? Perché non tentiamo un accordo con la SIAE che non strozzi in partenza chiunque abbia voglia di organizzare anche solo dei piccoli eventi? Perché non troviamo il modo per creare un cartellone comune e non lo pubblicizziamo con risorse pubbliche anche magari attraverso l’istituzione di una segreteria e di un ufficio stampa ad hoc? Un altro modo per trovare spazi senza aggiungere costi per la Pubblica Amministrazione è stato da anni quello di organizzare la famosa Estate Fiorentina. Cartellone che, tra alterne vicende, sta però navigando in acque sempre più limacciose. Io stesso ho organizzato per 10 anni Rime Rampanti alle Rampe di San Niccolò, frequentata da migliaia di giovani, a costo zero per il Comune (pagavamo anzi una bella fetta del canone di occupazione del suolo pubblico. Abbiamo organizzato per 4 mesi all’anno una serie di rassegne che hanno dato quotidianamente ospitalità a tantissimi gruppi musicali, teatrali, di danza. Senza considerare gli incontri sui più disparati temi, le presentazioni di libri, ecc. Abbiamo avuto per diversi anni una libreria gestita da alcune librerie fiorentine (City Light, Einaudi). Abbiamo aperto il primo Internet Point all’aperto in collaborazione con Dada. Ecc. ecc. Ebbene: tutto ciò è stato da tre anni azzerato in nome di una non ben precisata invadenza degli allestimenti invocata dalla Soprintendenza senza che l’Amministrazione si sia preoccupata di cercare di capirne meglio le varie motivazioni e tentare delle soluzioni.

Qui mi fermo ma chiedo la possibilità di fare un intervento su questi temi per iniziare una costruttiva discussione che coinvolga tutti.

Luca Bertini

VI ASPETTO E CONTINUATE PER FAVORE A DIFFONDERE IL NOSTRO GRUPPO PRESSO I VOSTRI AMICI CHE ANCORA NON FOSSERO ISCRITTI

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