Social Network e business

Da un post del blog di Luca De Biase :

Nel Nord America, 260mila piccole imprese usano i social network per promuovere il loro business. Ci sono nuovi servizi con sempre nuove funzioni. Fare marketing, testare i gusti dei clienti, trovare partner e fornitori. Un pezzo del New York Times ne dà conto in modo anedottico ma molto articolato.

Il movimento è chiarissimo. Quello che è tutto da costruire è il pensiero della nuova organizzazione delle aziende.

Che cosa diventano le funzioni aziendali nello scenario dei social network? Come cambiano le specializzazioni e il team building? Come cambiano le forme di collaborazione e di reciproca informazione tra le persone che lavorano in azienda? E come cambia il rapporto tra le grandi aziende che si occupano di grandi reti (logistica, credito, telecomunicazioni, distribuzione, ecc.) e le piccole aziende o i singoli professionisti? Sappiamo che tutta l’organizzazione produttiva sarà influenzata da queste novità. Non sappiamo che forma assumerà alla fine del processo innovativo. Ma è una dinamica tutta da seguire. Nella quale è chiaro che l’economia riassorbe dimensioni dell’umano che hanno a che fare con le relazioni tra le persone e non soltanto relazioni di scambio monetario.

Certificazione ISO9001 no, anzi si.

In un post di poco tempo fa disquisivo se mantenere o meno la certificazione ISO9001:2000 con tutta la mole di lavoro che comporta ed avevo raggiunto la quasi convinzione di cessarla.

Su questa linea era anche il mio socio.

Ho anche parlato con chi in azienda ha fin dall’inizio condiviso la scelta di una metodologia strutturata per il controllo della qualità, e la loro valutazione mi ha lasciato in parte sorpreso nel senso che loro hanno ravvisato in questi anni una utilità di fondo di un metodo che gestisca non tanto la parte produzione (si parla di sviluppo software) quanto i processi e di conseguenza la comunicazione in azienda.

Detto fatto abbiamo fissato l’incontro con il valutatore per gli inizi del prossimo giugno.

Fra l’altro dallo scorso novembre è entrata in vigore la versione ISO9001:2008 della norma che non stravolge la precedente, ma la adatta alle esigenze delle PMI rendendola più flessibile.

E siccome l’appetito vien mangiando ci stiamo informando anche per ottenere (non contestualmente) anche la certificazione ISO27001 per la Gestione e Sicurezza dei Dati.

RT: Sensazioni http://tinyurl.com/cs3nhf

RT: è una convenzione usata su Twitter per ritrasmettere – far rimbalzare – un minipost (o una twitterata) di un altro utente, che in qualche modo ti ha interessato.

Usando RT: quasi quotidianamente su Twitter mi viene naturale riproporlo anche sul blog attribuendogli lo stesso significato.

Come in questo caso.

Si tratta di un post – che ho letto dal blog Dagoneye di Matteo Brunati – del quale condivido il contenuto ed è  uno di  quei – non rari casi – dove mi rammarico per non averlo scritto io 🙂

E’ un suo libero-sfogo  su temi molto attuali come la crisi e i modi vecchi e nuovi su come affrontarla, sul fatto che ci si è forse già dimenticati di chi e come si è prodotta, delle ricette – quasi tutte – stantie utilizzate per cercare di uscirne.

Sul fatto che il mainstream (a parte qualche raro ed isolato caso)  è sempre troppo maledattamente concentrato sulla notizia ed evita accuratamente di proporre un dibattito su come trasformare questa malattia in benattia,  quindi come trasformare questa tragedia epocale in opportunità.

Certificazione ISO9001. E' utile o no?

3 anni fa la nostra azienda ha ottenuto la certificazione di qualità ISO9001-VISIO2000, mantenendola fino ad oggi.

L’ idea che sottoindende alla norma, cioè quella di introdurre un percorso di qualità nella gestione dei processi aziendali è senz’altro interessante.

Ma dopo – per l’appunto – alcuni anni di esperienza sono venuti a a galla alcuni elementi che, almeno per la realtà nella quale è inserita la nostra società, cioè quella del terziario innovativo, l’applicazione ed il mantenimento – in pratica l’essere sempre aderenti a quello che descrive la norma ISO – si stà rivelando sempre più un “peso”  piuttosto che un aiuto nella gestione dei processi aziendali.

Le aziende in generale, ma soprattutto quelle come la nostra, si trovano in una situazione di “costante cambiamento tecnologico” e quindi a dover porre la massima attenzione alla redditività complessiva dell’azienda stessa, passando da un puntuale controllo sui singoli progetti  e su tutte le attività che contraddistinguono la vita di una società.

Sbagliare la scelta di un software per lo sviluppo di un’applicazione o non effettuare un “Controllo di Gestione” rapido e certo nei risultati,  può essere fatale sempre, ma in special modo in tempi di crisi.

Questo “costante cambiamento tecnologico” e la necessità di un puntuale “Controllo di Gestione” rendono le aziende estremamente dinamiche, quotidianamente dinamiche, il che significa sempre più riunioni informali – delle quali è impraticabile verbalizzarne il contenuto -, introduzione di nuovi strumenti per la condivisione delle informazioni che hanno assunto forme multimediali e molto altro.

Tutto questo non significa confusione,  ma adeguarsi ad una realtà in continuo e forte cambiamento e per seguire in modo corretto e produttivo questo cambiamento è necessario che tutto questo percorso sia condiviso e costruito con la collaborazione di tutte le persone che lavorano in azienda.

Per concludere l’impressione, che ormai ha raggiunto lo stato di  certezza, è che da quest’anno rinunceremo alla certificazione ISO9001.

iso9001

Coworking: una testimonianza da Londra

Da mio fratello che si trova a Londra da un paio di settimane ricevo questa e-mail sul tema del coworking e che con piacere posto :

L’idea del coworking mi è piaciuta da subito. Il lavoro di team è focale nell’organizzazione di spettacoli ma c’è anche una gran parte di tempo da spendere nell’ufficio dove si elabora, si fanno preventivi, relazioni ecc. e li mi manca quantomeno un break da “cazzeggio”, dove parlare di tutt’altro, bere un caffè o fare uno spuntino e condividere pensieri e idee con menti allenate vispe e creative.

 Inizialmente ho dato uno sguardo nella rete http://coworking.pbwiki.com/ poi trovandomi fortunatamente a Londra ne ho avvertito anche la necessità non solo per un punto d’appoggio equipaggiato come un vero ufficio ma anche come luogo per fissare appuntamenti di lavoro.

Ne ho visti alcuni poi ho deciso di associarmi a http://www.the-hub.net/places/kingscross.html e l’ho fatto non solo perché comodo da raggiungere ma anche per la piacevole atmosfera che ho percepito da subito, nell’insieme informale ma fortemente professionale e con una sensibilità al mondo dell’eco-compatibilità ….

 Poi il posto è veramente bello, ci si siede volentieri ed ogni incontro non è mai banale.

Chissà! Sto facendo un pensierino ad aprirne uno a Firenze.

Any suggestion?

 Flavio Menzani”